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Pittore | Franceschetti Piero
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Franceschetti Piero nasce a Villamarzana (Rovigo) nel 1910 scomparso nel 1995 ha operato in Veneto nella specifica di Corrente figurativa .
Per Informazioni: remonatofranco@yahoo.it
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Le opere di Franceschetti Piero
Attualmente non ci sono opere disponibili.
Biografia |
Critiche |
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Informazioni
Piero Franceschetti nato nel 1910 a Villamarzana in provincia di Rovigo, venuto a mancare nel 1995.
Pittore, poeta, critico, animatore culturale: un personaggio multiforme e appassionato.
Per informazioni contattare per Mail Giovanna Franceschetti.
L'artista Piero Franceschetti vanta un curriculum artistico interessante, ricco di presenze in mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Ha ricevuto premi importanti e lusinghieri apprezzamenti dalla critica qualificata, dalla stampa e dal pubblico che tutt'ora apprezza il suo operato.
Artista importante !!!
Con le sue opere ha lasciato un segno tangibile per collezionisti, critici, artisti ed amatori d'arte.

"Il colore è vita. Ad occhi puri l'universo si svela mediante i colori del'iride.
Il mondo è innocente. La vita è amore.
Dipingo il vero che è dentro di me. Esultando i colori della natura, dilatandoli, esprimo emozione, tensioni, passione.
Cerco amici sconosciuti: per loro è il mio teatro con personaggi e maschere in uno scenario fantastico.
Nella vegetazione estiva appaiono volti, visioni seducenti, moti dell'anima, inviti e speranze.
Vi invito a svestirsi di avidità, paura, violenza, divise e armature, come quando uscite alla luce, gustando la dolcezza del pianto, per vivere, e basta."

L'autore Piero Franceschetti
Frequenta la scuola di Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, sotto la guida di Armando Pizzinato, si accosta ai pittori veneziani del gruppo di Burano.
Nel suo percorso formativo è stato allievo di Ferdinando Rossi a Bologna – di Leone Minassian a Venezia – e di Armando Pizzinato a Venezia.
Vive per un lungo periodo a Trecenta (RO), nel 1955 si trasferisce a Vicenza, dove lavora come insegnante elementare. Si dedica all’incisione facendo parte di Associazioni: 'Incisori Veneti' e 'Incisori d'Italia'. Si dedica all’incisione su linoleum e su legno, sui quali riproduce i disegni fatti in Polesine, e le xilografie.
"Volto ... " - 1976
Smalto su tavola - cm 50x40
L'artista Franceschetti dipinge ad olio e ad acquerello, rivelando una armoniosa fedeltà verso l’oggetto, una pittura che ha valore di documento. Lavora di fantasia per una pittura evocativa d'immagini-apparizioni incorporee, fuse nel passaggio coi colori del cielo e della vegetazione, con vivezza di accenti cromatici e di scatto gestuale, le cui ascendenze culturali rivelano le sue simpatie per i Fauves, per gli espressionisti e per la lezione dell'informale, guarda Pollock senza mai abbandonare reminiscenze figurali, in cui si palesava la sua costante ispirazione naturalistica.
L'artista Piero Franceschetti si accosta al mondo dell'arte anche come critico, scrive per centinaia di artisti pubblicando articoli su quotidiani e periodici. Fonda con un gruppo di pittori il circolo “Gli amici del Bacchiglione” organizza mostre d'arte ma anche incontri di poesia.
Partecipa dapprima a concorsi, a mostre in divere città italiane.
"Le incisioni sono nate negli intervalli di riposo e di nostalgia"
L'autore Piero Franceschetti
"Man mano"

"L’arte astratta è la sublimazione dell'esistenza in una zona di superiore armonia, al di sopra delle passioni e delle miserie umane.
In questa mia recente stagione creativa sono giunto a inserire un frammento di realtà in un contesto astratto, per esprimere l'eterno contrasto fra il sogno e la realtà, fra una aspirazione di ascesi e la resistenza opposta dalla vita quotidiana e dall'azione deviante di istinti e passioni. Infine ancora una volta intendo soltanto fare pittura, per definire stati d'animo e situazioni umane, per mezzo di colori bene orchestrati, con qualche sorpresa."
L'autore Piero Franceschetti
Hanno scritto di Piero Franceschetti: Ervardo Fioravanti - Luigi Pagan - Dino Bonardi - Silvio Branzi - Salvatore Maugeri - Leone Minassian - Gino Nogara - Gino Barioli - Carlo Segala - Paolo Rizzi - Ivo Prandin - Guglielmo Gigli - Enrico Buda - Manlio Alzetta - Mario Monteverdi - Pino Lucano - Mario Rizzoli - Giuseppe Brugnoli - Sandro Zanotto - Gian Luigi Verzellesi - Luciano Spiazzi - Fernando Bandini - Gerardo Cossio - Silvana Weiller - Ilario Rossi - Arnaldo Bellini - Tullio Motterle - Elisanna Chiesa - Mario Corato - Luciano Caramel - Miro Penzo - Lauro Bergamo - Ornello Albanese - Paolo Zani - Gino Severini - Henry Miller - Cristina Crestani.
PRICIPALI PUBBLICAZIONI DELL'ARTISTA:
- Nel 1953 ha illustrato con sei acquerelli il libro «Alle falde dell'Etna» edito da Minerva Magistrale.
- Nel 1960 ha pubblicato la raccolta di prose liriche «Le stagioni del salice» illustrata da 20 incisioni originali.
L'artista descrive così i salici eletti a simbolo del Polesine:
“… Negli orti, intorno alle case, nel mio Polesine, i salici si alzano al cielo in lunghe teorie, con i rami snelli flessuosi, il fogliame minuto, che fa una chioma vaporosa, d’un verde grigio argenteo simile a quello degli ulivi. …”

L’autore Piero Franceschetti
- Nel 1968 è uscito il primo opuscolo «La canapa» illustrato da 20 riproduzioni presentato a Rovigo..
- Nel 1975 ha presentato la sua mostra retrospettiva a Trecenta nel volumetto «Trecenta 1935-45» corredato da 30 riproduzioni.
- Nel ’77 pubblica “Colloqui con mia madre”;
- Nel 1978 con una mostra e una rimpatriata nel suo paese natio ha presentato il volume «Villamarzana Piccola Patria» con 40 illustrazioni.
- Il 15 novembre 1980 nella generosa accoglienza di Badia Polesine, ha presentato il poemetto in prosa «Epopea Della Cariola» ornato di 13 xilografie originali.
L'ARTE E LA POESIA E DI PIERO FRANCESCHETTI
"Basso Polesine" - 1991

Acrilici - cm 100x70
"Quanto ti ho amato, Polesine, paesaggio di severa dolcezza come il volto di mia madre, dove mi sentivo animale terrestre, vivente d'aria, d'erba e di zolla, mentre accordavo l'ingenuo pensiero al vento palese nel respiro dei salici. Siamo cambiati entrambi, ma serbiamo un cuore antico."

L'autore Piero Franceschetti
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PENSIERO CRITICO DELL'ARTISTA
PIERO FRANCESCHETTI
A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA
"Piero Franceschetti, Artista dotato di autentica bravura, è riuscito a stabilire un rapporto veritiero d'amore con la pittura.
Persone, volti, oggetti, paesaggi si vestono di luci, colori, segni tangibili e di carica emozionale che giunge direttamente al cuore dell'osservatore. Artista capace di cogliere in un soggetto i valori più segreti con le tecniche più disparate, un'intensa riproduzione tra immaginazione e il vero che racchiude in sé un legame affettivo duraturo nel tempo.
Franceschetti ha sperimentato una pittura di contenuto sociale arricchita da motivi puramente estetici subordinati a quelli umani ed emozionali.
Nelle sue opere Franceschetti evoca la realtà insieme al sogno misterioso della vita accompagnato da note musicali poetiche che indirizzano la lettura dell’opera a concezioni trascendentali."
Archivio Monografico dell'Arte Italiana - Aprile 2010
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ANTOLOGIA CRITICA
".. Piero Franceschetti si dedica alla pittura .. facendo di questa sua passione una ragione di vita. Voglio dire che il suo incontro col mondo dei colori e delle forme non ha avuto nulla di fortuito e di casuale, ma è venuto fuori da sé, lentamente, per sviluppo naturale, determinando un «iter» niente affatto contrastante e involuto, anzi di una linearità esemplare, seppure dentro limiti precisi. La sua formazione artistica risale agli anni immediatamente precedenti quest'ultimo conflitto mondiale e avviene nel clima veneziano creato da Semeghini, Gianniotti, Rigato e Candiani per una pittura neo-impressionista, portata alla resa di atmosfere chiare, fatta di colori trasparenti e ariosi ..."
Salvatore Maugeri
"Ricordo Pungente" - 1986

Acrilici su tela - cm. 50x60
"Dopo un lungo e faticato tirocinio dedicato alla rappresentazione della realtà cosiddetta apparente, si è manifestato improvvisamente nella pittura di Piero Franceschetti uno spiccato estro di colorista, svincolato da remore. è ovvio che questa subitanea manifestazione di libertà espressiva covava da lungo tempo, ma non era ancora chiarita nella mente del pittore. .. Oggi dunque, il Franceschetti ha spezzato i limiti di un linguaggio provincialistico, impegnandosi in ricerche più attuali."
Leone Minassian
"Davanti a questo «mondo nuovo» così pieno di contenuti, ancora difficilmente decifrabili, Piero Franceschetti ha fatto dunque una sua scelta che, a prima vista, sembra essere tutta nel colore, nella elaborazione di esso fino ad effetti che rasentano la esasperazione per richiamare, in esso colore, luce e movimento: colore (rosso, giallo, viola) solare, racconto da sentire più che da leggere. Però, a pensarci bene, ci possiamo anche accorgere che in queste tavole qualcosa si muove dal profondo e forse anche da lontano, qualcosa di molto serio e forse anche di ironico, qualcosa che ci fa pensare, sia pure sotto altri cicli e in altre stagioni, a quanto vedemmo in Ensor."
Gino Barigli
"Natura Morta" - 1980

Olio su cartone - cm. 56x46
“Dopo oltre vent'anni di lenta formazione, attento a tutti gli eventi dell'arte contemporanea, Piero Franceschetti ha maturato una pittura evocativa di immagini affioranti dalla vaghezza di ricordi e sogni, coi colori della vegetazione e delle nuvole. Nella sua pittura protagonista è il colore, profuso con libertà gestuale a formare un tessuto brulicante d'intrecci e fusioni, con accenti d'estrema vivezza. Le sue tele vibrano d'armoniosa malinconia e gaiezza, sensualità e poesia.”
Paolo Zani
"Paesaggio" - 1976

Smalto su tela - cm. 50x60
"Una personalità chiara s'intravede in quest'opera tutta vulcanica, e in quel raccogliere — vista e non vista — la composizione in un gioco di masse concentriche, che hanno il netto sopravvento sul tema centrale.
Da sottolineare, oltre a tutto, la grande libertà nella interpretazione del vero, per cui un solo, semplice, isolato elemento può dare ragione all'autore per congegnare tutta una composizione complessa e intricata. Il piacere di dar vita a fondi bizzarri e giocosi, l'attrazione verso la irrealtà, non deformata ma resa informale, cioè sovente priva di ogni elemento verista: ecco gli aspetti più impositivi dell'arte di Franceschetti, che non conosce e non ammette limitazioni dottrinali od offerte alla esigenza della facile immediata interpretazione."
Mario Rizzoli
"Laura" - 1973

Smalto su tela - cm 38x45
"Piero Franceschetti presenta una serie di opere, giocate su una trama cromatica assai vivace, volta a movenze derivate da una conscia lettura delle resultanze dell'espressionismo astratto e segnatamente di certe acquisizioni espressive, che formano ormai sostanza di un discorso culturale entrato definitivamente nel linguaggio contemporaneo. In tale scelta tuttavia il Franceschetti ha ritenuto di poter conservare all'oggetto esistenziale, al paesaggio, alla visione che ha mosso la sua ispirazione, una certa consistenza, che consente la riconoscibilità del tema da lui, di volta in volta, prediletto.
Nel complesso la produzione del Franceschetti, che è di alto livello, va inquadrata in quel gran tentativo di utilizzare i modi attuali per la vecchia poetica paesistica veneta. Il risultato è senz'altro soddisfacente, sia per la originalità, sia per la qualità intrinseca dei dipinti."
Carlo Segala
"Donna in Giardino" - 1970

Smalto su tela - cm. 50x60
"Il suo linguaggio appare .. a prima vista , tutto esteriorizzato, fatto di improvvise illuminazioni e rapidissime sensazioni visive, .. ad un meditato esame si rivela per quello che è: un tentativo, assai spesso riuscito, di penetrare nella realtà delle cose attraverso la luce, la vibrazione coloristica, per scoprirne e rivelarne l’intima essenza.”
Giuseppe Brugnoli
“Partito da forme impressioniste, sensibile ai richiami di una rappresentazione lirico-nostalgica della realtà, colta in immagini serene e malinconiche, Franceschetti ha voluto ora penetrare quasi di forza nell'incanto stesso del paesaggio naturale, per portarvi in definitiva gran parte di se stesso. Affiora così nelle sue tele ciò che è rimasto di visioni lontane di malinconia o di gioia, in un tessuto di sensazioni che vi si sono sovrapposte poi nel tempo, sfocandone i rilievi e mischiandovi la trepidazione che nasce dallo squarciare i veli della nostra memoria. Il colore si è fatto ed è diventato libero, sciolto, più una lievitazione delle emozioni con quanto di sussulti e variabilità esse portano dentro, che non un ripercorrere gli itinerari della luce sulle cose.”
Luciano Spiazzi
"Ricordo di Esperia" - 1970

Smalti profusi - cm 40x50
“Le composizioni di Piero Franceschetti sono la valida testimonianza di quella urgente ripercussione fantastica che partendo dal tema-idea principale ne moltiplica via via gli assunti in un susseguirsi frenetico di sempre nuovi elementi, al tatto solidamente « veri », ma dalle astratte risonanze. Nell'impeto organico delle sue «nature alte», delle «composizioni piene», delle recentissime «profane sindoni», non sai se più apprezzare la frenesia colorista gestuale o l'ordine mentale vero, primigenio e ironico, in giusto equilibrio fra l'urgente pretesto poetico e l'economia distributiva della composizione.”
Ilario Rossi
“.. La direttrice del lavoro di Piero Franceschetti non è la registrazione .. , ma piuttosto la ricerca di coerenti ed organiche soluzioni formali: una ricerca che è stata anche vivificata dal contatto con alcuni dei migliori pittori veneziani, e da un continuo ed intelligente impegno di informazione. La preferenza dell’artista è per la linea ondeggiante, per le superfici morbide, per un equilibrio non eccessivamente rigido: di qui la caratteristica fluidità di molte delle sue opere.”
Luciano Caramel
"... I colori accostati casualmente rimandano sensazioni sempre diverse, diversi suoni. L'opera non è più imitazione, riproduzione, interpretazione di oggetti esteriori, ma assume essa stessa concretezza, diviene oggetto reale di per sé. La natura affiora, si intravede come essenza, come profonda causa ispiratrice. Sfiora l'astratto senza divenirlo completamente. .."
Cristina Crestani
L'artista Piero Franceschetti (1910/1995)
L'artista Piero Franceschetti (1910/1995) vanta un curriculum artistico interessante, ricco di presenze in mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Ha ricevuto premi importanti e lusinghieri apprezzamenti dalla critica qualificata, dalla stampa e dal pubblico che tutt'ora apprezza il suo operato.
Artista importante !!! con le sue opere ha lasciato un segno tangibile per collezionisti, critici, artisti ed amatori d'arte.
Testimonianze: Gemma Bellotto - Marco Spoladore - Ruggero Narzatico - Lia Pinelli Pontello - Lorena Busellato - Italo con Jole Zappata - Denise Chiomento - Aldo Allegranzi - Lucia Miotti - Tullia Rossetti - Giovanna Strano - Maria Penello - Fabbri Rado - Nino Semisa - Mariano Arcaro - Rinaldo Lecce - Ines Scarparolo –
Bibliografia: Catalogo Bolaffi d’Arte Moderna, 1966, 1970 - Primi espositori di Ca’ Pesaro, Venezia, 1958 - Pittori e Pittura Contemporanea, Ed. Il Quadrato, 1969, 1970 - Borsa d’Arte, Torino, 1968 - L’Arte Italiana nel Mondo, Torino, 1970 - Pittura Italiana nelle Collezioni Private, Firenze, 1970 - Catalogo Illustrato d’Arte Moderna, Milano, 1971 - Il Mercato Artistico Italiano, Torino, 1972 - l’Arte Contemporanea in Italia, Roma, 1970.
Una parte dell'attività editoriale di Piero Franceschetti è consultabile on-line:
http://www.flickr.com/photos/mitrovich/collections/72157616435379166/
http://www.l-officina.it/piero_franceschetti/
"Mia figlia" - 1995 - Grafica
COMUNE DI MONTEBELLO VICENTINO - ASSESSORATO ALLA CULTURA
MOSTRA ANTOLOGICA IN MEMORIA DI PIERO FRANCESCHETTI dal 25/10/2008 al 09/11/2008, Biblioteca Civica di Montebello Vicentino.
"Perché una mostra antologica di Piero Franceschetti a Montebello? A Montebello Piero ha lasciato l’eredità di affetti, nel territorio abitano infatti l’unica figlia e i nipoti e ancor più perché la sua vita è stata talmente dedita all’arte, alla pittura e alla poesia, così impregnata dall’amore per la sua terra, il Polesine, da poter essere additata come una testimonianza, un esempio. Egli di sé diceva: “Ho sempre lavorato per l’anima mia”. Non per il mercato o per la fama, ma per un bisogno della sua anima.”
L’artista Cristina Crestani
(inserita nell'Archivio Monografico dell'Arte Italiana)
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- Nel 1983 Piero Franceschetti ha realizzato i 'Drappi' consistenti in pezze di tela da lenzuola dipinte a colori acrilici e appese a un listello a mo' di stendardi.
- Nel 1986 ha esposto 25 quadri di cm 100x70 a colori acrilici con citazioni di Angeli e Santi, di autori famosi con inclusione in basso di ritratti di personaggi celebri in varie arti. 'I misteri Gaudiosi'.
- Nel 1987 con Titolo 'L'eterno Femminio' ha esposto 30 quadri formato 50x60 a colori acrilici raffiguranti figure femminili idealizzate come ispiratrici di nobili passioni.
Mostre personali:
1948 Lendinara, “Sala S. Caterina”.
1949 Cremona, “Palazzo Fodri”.
1951 Padova, “Congrega del Coccodrillo”.
1953 Rovigo, “Palazzo Roncalli”.
1964 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
1965 Venezia, “Galleria S. Stefano”.
1966 Padova, “Galleria Primopiano” .
- Vicenza, “Galleria Marguttiana”.
1967 Venezia, “Galleria Bevilacqua La Masa”.
- Verona, “Galleria S. Luca”.
1968 Rovigo, “Accademia dei Concordi”.
- Vicenza, “Galleria L’Incontro”.
1970 Ferrara, “Galleria Estense”.
- Brescia, “Piccola Galleria”.
- Cremona,“Galleria Portici”.
- Bologna, “Sala d’Arte al Pozzo”.
1971 Torino, “Galleria Arteviva”.
- Vicenza, “Galleria Del Ponte”.
1972 Genova, “Galleria La Dogale”.
1974 Mantova, “Saletta Arte Centro”.
- Massa, “Galleria Città di Massa”.
1976 Vicenza, “Galleria Del Ponte”.
- San Remo, “Casinò Municipale”.
1977 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
- Este, “Centro Culturale S. Rocco”.
1979 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
1980 Badia Polesine, “Museo Baruffaldi”.
1982 Vicenza, “Bottega d’Arte”.
- Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
1983 Torino, “Galleria Doria”.
1984-85-86 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
1987 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
- Rovereto, “Galleria Delfino”.
1990-91-92 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
1992 Rovigo, Mostra promossa dal Comune.
Mostre collettive:
1941 Bologna, “Galleria di Cronache”;
1950 Venezia, “Arte sacra a S. Vidal”;
1951 Venezia, “Mostra del Delta”;
- Padova, “Biennale Triveneta”;
- Suzzara, “Premio Suzzara”;
1952 Rovigo, “Mostra della Ricostruzione”;
- Suzzara, “Premio Suzzara”;
1954 Suzzara, “VII Premio Suzzara”.
1959 Milano, “Incisori Veneti”.
1963 Torino, “Terzo Salone Incisori d’Italia”.
- Padova, “Incisone ita-liana d’oggi”.
1964 Como, “Piccolo Formato a Villa Olmo”.
1969 Parigi, “Salon des Indépendants”.
- S. Margherita Ligure, “Mostra Paesaggio”.
- Trissino, “Premio Nazionale - Delia".
1971 Genova, “Mostra del ritratto”.
- Vignola,“Rassegna Biennale”.
1972 Parigi, “Salon des Indépendants”.
- Malta, “Rassegna Artisti Italiani”.
- Milano, “Premio S. Ambroeus”.
1973 Thiene, “Biennale di Thiene”.
- Montegalda, ”III Premio Montegalda”.
1974 Taranto, “Biennale Incisione Contemporanea”.
1975 Parigi, “Salon des Indépendants”.
1977 Cannes, “Grand Prix Côte d’Azur”.
- Rovereto in Piano, “Concorso Nazionale Casaviva”.
1978 Maniago, “Biennale Città di Maniago”.
1982 Vicenza, “Villa Cordellina - Vicenza Immagine”.
1986 Arzignano, “Biennale di Pittura Triveneta”.

POESIA VISIVA DI PIERO FRANCESCHETTI
"La vera amicizia di coloro che accolgono la felicità senza impallidire di meraviglia ...
innalzeremo le coppe in amore .. dall'amore .. dell'amore"
"Parole racconti e canti scende all'orecchio il polline palpito di corolle aperte tra il piacere e il sonno diafane nuvole migranti sul mare demente di profumo.
Desideri solitari camminano
per marciapiedi affollati
pungenti richiami
d'occhi e di gerani
da finestre aperte
d'intimità golose
folate di espansione
che abbraccia la marea
sesso fiori e poemi
come rose rampicanti
in attesa dell'alba
quando il fiore sboccia
dolorosamente felice."

L'autore Piero Franceschetti
"Tutta l'arte è desiderio
immaginazione finzione
la terra promessa
la vita eterna
la dittatura del proletariato
il sogno di una cosa
il regalo incartato
l'innamoramento
la seduzione
il cominciamento
la rivelazione
l'entusiasmo dei neofiti
e i sogni dei poeti
l'iperbolica innocenza
di chi cerca con pazienza
l'Araba Fenice
la pietra filosofale
la sua Beatrice
il quadrifoglio
e l'erba voglio
perché è la fede
la leva d'Archimede
che muove le montagne
e feconda le campagne."

L'artista Piero Franceschetti
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IL MIO ITINERARIO ARTISTICO: PIERO FRANCESCHETTI.

“Buona parte della mia vita è registrata e analizzata attraverso il disegno.
Non sono stato precoce. Da ragazzo scarabocchiavo sui quaderni fregi e simboli. Di un mio quaderno di appunti un professore disse: Questo è l'arca di Noè.
Sui vent'anni a Villamarzana insieme a Lino Tosini mi misi a disegnare dal vero le case, la chiesa, i familiari. Ma fu decisivo per me l'incontro a Trecenta con Leone Minassian, il quale trovò i miei schizzi «espressivi» e cominciò a darmi preziosi consigli, aprendomi gli occhi al mondo dell'arte.
Per oltre un ventennio disegnai e dipinsi dal vero la vita intorno a me, il paesaggio, il lavoro, le persone. Un notes mi accompagnava nelle passeggiate in campagna, la sera nell'osteria, nelle gite estive in treno, in spiaggia.
"Falciatore seduto"

Matita, stilografica, inchiostro di china, penna biro, carboncino, centinaia di fogli, molti dei quali distrutti per scrupolo artistico e molti conservati fino ad oggi.
Era un atto d'amore, d'immedesimazione, senza intenti professionali, ma solo per celebrare, godere, fissare momenti e cose che mi toccavano intimamente, con l'insistenza del tratteggio rapido, che costruisce l'immagine, accentuando certi particolari ed eliminandone altri.
Ho sempre lavorato per l'anima mia.
A quei tempi i miei modelli, i miei amori erano il realismo magico di Leone Minassian e le incisioni di Giovanni Barbisan e di Giorgio Morandi, intendo dire artisti che vivevano con intima emozione la loro arte, con un concetto religioso, non commerciale. Esempi di moralità artistica, prima che di stile.
Ho scoperto il mio paese disegnando. Individuavo quello che era per me bello, curioso, buono: le case, la chiesa, i filari di salici e di viti, canali e fossi, le falci da fieno, da grano e da canapa, la trebbiatrice, le gramole da pane e da canapa, la «negossa» e la nassa, il «corgo» e gli animali da cortile.
"Mia Madre" - 1945

Mia madre è stata il mio primo modello. Il mio primo olio la ritrae nella cucina rustica mentre monda la verdura. L'ho disegnata in tutte le pose, di riposo e di lavoro, mentre legge, fila, fa la polenta, lavora nell'orto e mentre prega. Era un colloquio senza parole, una reciproca amorosa pazienza.
A Trecenta rimasi per quasi vent'anni e là mi sfogai nella campagna anche in tempo di guerra e alcuni anni dopo.
Un anno lo trascorsi a Donada e conobbi a matita il Delta Padano fino alle foci di Porto Levante.
Un altro anno fui a Mira e disegnai la Riviera del Brenta da Mira a Fusina, con ville, barche e ponti.
I miei disegni di soggetto polesano furono graditi ai giornali locali, dove per circa quindici anni furono pubblicati miei articoli d'ambiente e di costume, corredati da disegni, che restano documentazione fedele di un paese e di un'epoca.
… Dopo il 1955 non lavorai più dal vero. La mia vita era cambiata per eventi personali, il mondo intorno a me era cambiato. In Polesine tutto era mio, qui tutto era estraneo, mentre il panorama dell'arte contemporanea e i fenomeni culturali suscitavano nuove curiosità ed esigenze espressive.
Perciò a Vicenza ho sempre dipinto e disegnato di fantasia, i ricordi esaltati dalla lontananza e «le cose che potevano essere e non sono state».
Dalla pittura tonale impressionistica, che sentiva l'influenza di Leone Minassian e dei pittori veneziani del gruppo di Burano, passai a una pittura di rievocazione fantastica, con l'uso di smalti profusi a onda, in cui utilizzavo il mio lungo tirocinio all'acquerello e anche le suggestioni della nuova arte informale e gestuale, per cui a proposito di questa mia fase evolutiva si parlò di un Pollock veneziano, di un Van Gogh informale, di romanticismo cromatico.
Continuo a lavorare con entusiasmo per salvare l'anima mia, perseguendo un concetto di armonia formale in senso classico, di una pittura basata sul disegno e su vibranti accordi di colori complementari.”

Piero Franceschetti
Opera del 1937
"Questo interno del 1937 è uno dei pochi quadri che conservo del mio inizio sotto la guida preziosa di Leone Minassian: l'amore degli oggetti, l'idea dell'arabesco, l'ariosità, ancor timida di colori, certa crudezza realistica. .."
L'artista Piero Franceschetti
Opera del 1951
"Questo <Polesine> del 1951, quadro sintesi e simbolo, è nato al tempo della mia frequenza veneziana con Armando Pizzinato, influenzato dalla sua idea di impegno sociale, ma che segna anche l’inizio del mio lavoro non più dal vero ma dalla memoria, con intenti introspettivi e fantastici. Questo quadro .. fu un primo tentativo su una nuova strada, che non sapevo se avrebbe avuto seguito. Nel mentre seguivo attentamente intorno a me l’evoluzione delle forme espressive, costante era la mia ricerca e spesso contraddittoria, ma sempre tesa all’arricchimento cromatico e dinamico del quadro e all’introduzione sempre più preponderante dell’elemento fantastico. La tappa successiva <Le nature morte> gremite, accese, alquanto cupe del 1958-59, le quali darono man mano sciogliendo e schiarendo verso la <composizione aperta> del 1963-64 per sfociare nell’esplosione-liberazione del 1965. .."
L'artista Piero Franceschetti
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