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Pittore | Galletta Giuseppe

Galletta Giuseppe nasce a Messina nel 1954 opera in Veneto nella specifica di Corrente figurativa Arte letteraria .

Per Informazioni: giuseppe@galletta.it

Le opere di Galletta Giuseppe

Angelica di Galletta Giuseppe
Vento di Galletta Giuseppe
L'angelo della città di Galletta Giuseppe
L'incantatrice di Galletta Giuseppe
Bagnante di Galletta Giuseppe
Calipso di Galletta Giuseppe
Biografia
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Critiche
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Mostre
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Informazioni
Giuseppe Galletta nasce a Messina si trasferisce a Pisa, attualmente risiede a Padova.
 
Giuseppe Galletta è amante dell'arte, della fotografia e della scrittura, scrive versi e pensieri: 
"Scrivere a qualcuno o per qualcuno è sempre un piacere. Il piacere di comunicare i propri pensieri, di condividere le emozioni, di trasmettere agli altri ciò che si è appreso o scoperto.
In queste pagine web e nel mio portale  http://www.galletta.it/giuseppe/ raccolgo piccoli appunti, versi, e riassunti di cose che ho scritto nel corso degli anni, perché possano dare a qualcun altro, nel leggerli, il piacere che hanno dato a me nel generarli." Giuseppe Galletta.




La pittura di Giuseppe Galletta si suddivide principalmente in 4 cicli pittorici:
1 - I quattro elementi (Acqua, Aria,Terra, Fuoco.) 
2 - Veneri e Muse (il Giardino delle Muse)
3 - Umano, sovrumano ...
4 - Sogni e metamorfosi.

Giuseppe Galletta partecipa a diverse mostre in Italia e all'estero. Le sue opere sono presenti in collezioni private in diverse città italiane e straniere, principalmente segnaliamo le città di: Singapore e Canberra. Sue opere sono pubblicate in annuari, riviste e cataloghi.
"La Bella e la Bestia" - 2012
olio su tela - cm 50x70

Laureato in Astronomia, per molti anni opera nel campo della ricerca e viaggiando in diversi paesi del mondo ha avuto modo di confrontarsi con culture differenti che oggi sono fonte d'ispirazione per le sue opere.
Giuseppe Galletta si dedica allo studio dell'astronomia: Sistema Solare - le Stelle - le Galassie - l'Evoluzione dell'Universo: sviluppa temi di ricerca che confluiscono nella disciplina della 'Astrobiologia' argomento di aggregazione di discipline differenti, dalla medicina spaziale all'evoluzione stellare. Scrive e pubblica libri:
Libro dal titolo 'COSMOS:
viaggio alla scoperta dell'Universo' che l'artista Galletta ha scritto e pubblicato nel 2008 per conto del Museo di Montebelluna (TV)

Galletta è coautore del saggio scientifico 'Astrobiologia: Le frontiere della Vita, sulla ricerca scientifica di organismi extaterrestri'. Edito da Hoepli pubblicato nel 2005. 


 
LA PITTURA E LA POETICA DI GIUSEPPE GALLETTA

Nella vita ho avuto due esperienze culturali 'forti': la scienza dell'Universo e la pittura. In entrambi, mi definisco un 'osservatore', uno studioso che indaga la natura per trovare in essa legami sotto forma di leggi e geometrie. Nella ricerca scientifica, penso che il primo e ultimo moto dell'indagine debba essere l'osservazione, sia come stimolo a nuove interpretazioni e teorie che come loro verifica. Naturalmente chi osserva non deve anteporre pregiudizi o regole alle sue osservazioni, ma è pronto ad accettare il fatto che le regole finora note e tranquillizzanti possono non essere più valide nella sua scoperta del mondo. Non si può essere 'soltanto come un fanciullo sulla sponda del mare, che si diverte nel trovare di tanto in tanto un sassolino più liscio o una conchiglia più grande del solito, mentre il grande oceano della verità è ancora inesplorato dinnanzi' (Isaac Newton, Brewster's Memoirs). Bisogna a volte essere ipermetropi, e mettere a fuoco solo ciò che ci sta lontano. Nell'osservazione pittorica della natura e degli esseri umani la tecnica del disegno e del colore compongono immagini che parlano all'occhio. Ma anche in questo caso, le macchie di colore e i contorni del disegno devono andare al di là della semplice rappresentazione delle cose. La fantasia permette di superare le leggi fisiche, di accostare tra loro oggetti incompatibili in questo universo, di esprimere e di comunicare i sentimenti. 'Il pittore è padrone di tutte le cose che possono cadere in pensiero all'uomo e perciò, s'egli ha desiderio di vedere bellezze che lo innamorino, egli è signore di generarle, e se vuoi vedere cose mostruose che spaventino, o che siano buffonesche e risibili, o veramente compassionevoli, e n'è signore e creatore.' (Leonardo, Trattato della Pittura). Ricerca scientifica e ricerca artistica diventano quindi per me due modi paralleli e altrettanto rigorosi nel metodo per cercare un'immagine del mondo, attraverso l'osservazione attenta dell'universo esterno e di quello interiore alla natura umana." Giuseppe Galletta.
 
"Nuoto" - 2003

olio su tela - cm 50x100
 
 
CICLI PITTORICI :
- "I QUATTRO ELEMENTI (Acqua, Aria, Terra, Fuoco)"
- "VENERI E MUSE (Il giardino delle Muse)
- "UMANO, SOVRUMANO ..."
- "SOGNI E METAMORFOSI (Ars Naturalis)"
  
1 -  I QUATTRO ELEMENTI: ACQUA
"L'acqua rappresenta il principio della vita che scorre in noi, l'origine delle cose che ci circondano, un elemento diffuso in tutto l'Universo, dalla Terra ai pianeti più lontani, come gas, liquido o ghiaccio. Anche il nostro corpo è composto in buona parte di acqua e la nostra vita prenatale si svolge in un liquido.
Figure umane in posizione fetale si intravedono, in "Origini", in un'acqua limpida, come racchiuse in un grembo che le protegge e le alimenta; ma è un'acqua mossa da onde, rappresentazione del divenire senza posa. In "Rinascita" invece l'affacciarsi al mondo della coscienza è come un'ascesa verso la luce, da un'acqua oscura e notturna. L'acqua è il futuro da affrontare anche se si resta sulla riva come la ragazza assente dalla sedia, il cui riflesso nella vita normale si intravede in molti specchi nelle sue "Riflessioni inesistenti". "La donna nuvola" e "Fiume" sono altre allegorie dello scorrere della vita a cui ci si abbandona: leggera come le nubi o placida come una corrente che ti trasporta via.
L'impronta della vita umana è ovunque: si riflette nell'acqua, come la sagoma di donna di "Fiume di deh"; appare fatta della stessa materia delle stelle e si perde in vortici di nuvole d'acqua (Della stessa sostanza dei sogni); si staglia tra nubi abbaglianti come lo stormo di "Uccelli migranti" .
L'Umano si riflette nella surreale parete di "Cerchi d'acqua", quadro con lo sfondo visibile da due angolazioni: il reale con la parte corta in basso, ed il surreale, con la parte lunga in basso. è solo la ragazza che accarezza i propri pensieri, fluidi come acqua, che decide l'orientazione del mondo che ha intorno." 

"La leggenda della Donna Nuvola" -  collezione privata
olio su tela - cm 50x70
 

PENSIERO DI GIUSEPPE GALLETTA PER L'OPERA REALIZZATA
"La leggenda della donna nuvola"
"Sogna, nel suo riflesso di cristallo, 
il lago la sua donna nuvola: 
vola dritta nel cielo, 
lieve come un pensiero, 
grande come le montagne. 
I suoi fianchi riempiono l'orizzonte 
e terra e cielo congiunti insieme, forma umana impalpabile .... 
Si perde in un soffio di vento
al tramonto,
quando il Sole le dona
raggiante
una sua scintilla."
Giuseppe Galletta

 2 - VENERI E MUSE (IL GIARDINO DELLE MUSE)
"Il giardino delle Muse rappresenta l'universo interiore delle persone che incontri tutti i giorni, con il loro bagaglio di realismo e di sogni. Donne incontrate nella vita comune vengono rappresentate all'interno dei loro stessi sogni e ricordi, con particolari della loro infanzia come il castello di Blenheim vicino Oxford che la "Venere Rossa" visita va da bambina, sedute in sale grandiose nella penembra di una notte surreale come la "Venere Bruna" o "L'incantatrice" dagli occhi luminosi, oppure quiete in un paradiso terrestre pieno di piante che s'intrecciano in arabeschi vegetali, come in "Sogno d'amore". Nella stanza spoglia di "Il senso del tempo" la giovane donna appare sorridere mentre all'esterno alla sua destra appare una donna senza età fatta di foglie e piante.
Il giardino delle Veneri e Muse è qui sulla Terra, ed è dentro la nostra immaginazione."

"Venere Bruna" - 2002

olio su tela - cm 60x80

PENSIERO DI 
GIUSEPPE GALLETTA PER L'OPERA REALIZZATA
"Venere bruna"
"Troppo lieve mi fu questo sonno:
Eri terra, eri notte serena,
eri fresco sapore dell'acqua
bevuta nel cavo di una mano,
Eri il quieto sussurro del vento
che portava, nella notte immensa,
un aroma di piante e di mare.
C'era un'isola pura e senza tempo,
nel tuo viso bello e luminoso
come una notte piena di stelle.
C'eri tu, Venere bruna e silenziosa,
piccola colomba palpitante,
troppo fragile per i miei sogni."

Giuseppe Galletta


3 - UMANO, SOVRUMANO ... 
"Umano, sovrumano rappresenta le inquietudini e i desideri dell'epoca in cui viviamo. La guerra, l'attraversare le ultime porte delle vita, la vecchiaia e la passione sono sterilizzati attraverso il disegno e il colore. Le figure umane diventano graffiti oscuri sui muri e sulle porte, con lo stesso valore delle scritte sacre. La visione della città di Gerusalemme in "Gerusalemme, La pace prigioniera" mostra un dramma che a noi spettatori appare lontano, come le immagini di un film in bianco e nero. La paura cede il passo al ritorno verso il sacro, espresso ne "Le ultime porte" dalle frasi con cui religioni hanno affrontato il passaggio supremo della vita, o alla ricerca della gioventù perenne, a cui la donna fatta d'ombra tende la mano nello "Specchio della giovinezza". La solitudine espressa da "L'angelo della città" che fugge via desolato fa eco alla diffidenza verso gli altri, visti come l'orda aggressiva delle "Amazzoni, o le nuove donne".
Ma nella vita alla paura si contrappone il mistero dell'amore verso l'altro, espresso dai colori vivi di "Amore e Psiche", o verso se stessi come in "Naiadi" e "Narciso". L'umanità fugge nella fantasia di un giardino incantato in cui gli alberi secchi rinverdiscono al passare dello "Spirito della Primavera" e volge lo sguardo sognante verso il cielo e verso la Via Lattea. Il colore della natura e del cielo scaccia il grigio e le figure diventano parte della Natura, vive, mutevoli ma eterne nella loro essenza interiore."

"Gerusalemme, la Pace prigioniera" - 2003
olio su tela - cm 60x80
 
4 - SOGNI E METAMORFOSI (Ars Naturalis)
"Ovunque siamo sul nostro pianeta, lontani dalle città e con gli occhi puntati all’orizzonte, può capitarci un giorno di cedere ad un gioco dell’immaginazione e di scoprire una realtà trasfigurata: le schiene verdi di lontane colline ci ricordano figure umane distese; ritroviamo un viso, draghi e cavalieri nella mutevole forma delle nubi sfilacciate dal vento; persino le rocce laviche plasmate dal fuoco e dalla pioggia possono ricordarci statue e figure create dall’uomo.
La scienza ci dice che gli atomi del nostro corpo non sono nati qui, sul nostro pianeta, ma sono stati forgiati nel crogiolo nucleare di lontane generazioni di stelle. Miliardi e miliardi di anni sono passati dalla prima scintilla che ha visto nascere la materia, perfezionando atomi e molecole nel deserto silenzioso dello spazio. La "Via Lattea" piena di astri si è accesa innumerevoli volte di fuochi cosmici di stelle morte, che hanno preparato l’eredità chimica di un pianeta che doveva generare gli esseri umani. Questi, alla fine, sono fatti della stessa sostanza delle stelle.
Di tanti miliardi d’anni e di tanti eventi doveva pur restare un ricordo nel sottile gioco della nostra mente, forse una labile memoria di questa discendenza cosmica che ci accomuna con il mondo inanimato. Così umano e non umano s’incontrano ad un certo punto della vita e questo riconosce in quello un aspetto di sé dove non crederebbe mai di trovarlo,
negli alberi, nelle montagne o nelle nuvole.
Una pittura che voglia dare questo cosmico senso d’appartenenza degli esseri umani alla Natura, un’Ars Naturalis, deve rappresentare non solo la forma d’ogni singolo modello umano, ma anche la sua sostanza, dura
come roccia o mutevole come nuvola. Tutto diventa parte di una metamorfosi continua nella Natura, non di tanti cicli interrotti d’inizio e fine, senza relazione tra loro. Nell’opera pittorica sogno e realtà devono fronteggiarsi in un sottile strato di colore, spesso pochi micron ma che ha volume al nostro occhio e che può avere la stessa profondità di uno spazio aperto, pieno di nuvole o di stelle.
Ecco quindi l’infinito scorrere del tempo, sempre uguale a se stesso, rappresentato in un pendolo oscillante di fronte all’Universo stellato, ecco emergere dalle nuvole una figura, forse roccia, forse essere umano. Ossa e muscoli s’intrecciano in figure umane trasformate in piante come un fitto gioco di rami e radici. Nei quadri, come nel mito greco, Andromeda indifesa sulla riva del mare aspetta sempre il suo cavaliere, ma il mostro marino, cavallo e cavaliere stesso sono diventati roccia, erosa da secoli d’acqua e vento. Tutto questo è un gioco della mente che è patrimonio di tutti, fissato sulla tela affinché possa essere trasmesso ad altri e sopravviva ai labili engrammi del nostro cervello." Giuseppe Galletta


"Via Lattea" - 2004 - collezione privata

olio su tela - cm 60x60

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