Hanno scritto di Marta Petrucci: Floriana Donati - Maria Lucia Ferraguti - Marta Longo - Giuliano Menato - Marica Rossi - Ottorino Stefani - Vittorio Visonà - Graziella Zardo.
"Composizione 253" - 2010

Olio su tela - cm. 65x65
"Profondamente innamorata della tecnica ad olio, la predilige da sempre praticandola fin dagli inizi della sua ricerca artistica, tanto da farne sue, e in questo senso, padroneggiarne appieno, le intrinseche valenze, diversamente dall'acquerello, che pur trattato con esiti felicissimi, appartiene ad un passato meno remoto del suo percorso. ... Così come non prepara né disegno preparatorio né bozzetto dei suoi lavori, in egual maniera Marta Petrucci non decide, se non nell'immediato momento dell'esecuzione, quali saranno le tonalità protagoniste, lasciando che l'opera si compia, questa volta, liberata da istanze e preoccupazioni compositive, vestendosi della raffinata, spontanea ed originale fantasia di Marta. ..."
Marta Longo - 2010
"Trittico 265" - 2007

Olio su tela - cm 40x80
"Marta Petrucci guarda, vive, sente e osserva il Mondo attraverso quanto di ciò che lo anima La colpisce impressionandone la sottilissima sensibilità. Così Ella coglie e si sofferma talvolta sulle affascinanti e curiose forme dei sassi, talaltra sugli originalissimi e coraggiosi accostamenti cromatici che lo spettacolo della natura mette in scena tra fiori, foglie e piante, altre volte sono invece scorci, porte, architetture, navate ad attrarla, altre ancora sono fenomeni quali la danza, la musica e la poesia ad imbrigliarsi nella sua mente in attesa di una sua benevola risoluzione pittorica, secondo un processo di rielaborazione e trasmutazione per il quale l'artista ripercorsi i soggetti eletti, lì riconsegnerà filtrati da quella personalissima necessità di 'ordinazione' e comprensione che le è propria e che volge al raggiungimento di una sintesi di massima perfezione attraverso una progressiva scomposizione geometrica … un assoluta e sempre vera armonia universale. .. Quasi contro la sua stessa natura, lei che si definisce irrimediabilmente disordinata, nel suo operare artistico muove con calma precisione da chirurgo: rilevando, vagliando, togliendo, per poi scomporre, ricomporre e ricostruire .. Secondo un modo di procedere attento e rigorosissimo, .. avanza in una costruzione lenta e serissima tesa al perfetto equilibrio nella composizione tra forma, colore e proporzione. .. Paul Cézanne, il quale in merito alla creazione di un'opera, riferendosi tanto all'uso del colore, quanto della linea parla di: ‘... adattamento di una zona di colore a quelle adiacenti: un processo continuamente teso ad armonizzare la molteplicità con l'unità. Cézanne scoprì che in un dipinto il carattere solido e monumentale dipende da questa paziente "opera da muratore" come dalla concezione architettonica generale.’ (H. Read, A concise history of modern painting, London,1959, p.18-19). ... L'aspetto tecnico di Marta Petrucci: Come in un rapporto, per definizione: "connessione tra cose", si assiste quasi al compimento di un mutuo scambio tra l'operosità dell'artista e la natura della materia cromatica, dove l'Uno prende, ed usa, con amore l'Altro il quale si dona e lascia domare completamente. Parimenti, ci conferma Marta, quando, nel riferire in merito alle sensazioni provate durante la pittura, parla in termini di "rapporto sensuale", tra l'uso della materia-colore, l'acqua e il pennello. Le "Composizioni" che ne nascono, secondo la denominazione con cui la stessa Petrucci intitola tutte le sue opere, differenziandole per progressione numerica, sono il risultato di una complessa ed intima operazione estetica in cui l'afflato lirico e poetico che emanano, risulta mirabilmente potenziato dalle intrinseche e personalissime soluzioni tecniche, grafiche e cromatiche che l'artista sa creare. .."
Marta Longo - 2010
"Trittico 264" - 2007

Olio su tela - cm 40x80
“Variazioni cromatiche nel parco emotivo di Marta Petrucci”
“Marta Petrucci incarna del fare pittura l'aspetto lirico evocativo fluttuante di sinuosità geometriche soffuse di aurorali levità; ... Marta Petrucci è fatta così. Traduce affetti, conoscenze, sensazioni e ricordi in dipinti. ... E' maestra ... nel trasferire nell'opera non solo emozioni e sentimenti, ma anche tracce di memorie ancestrali di quella Etruria da cui proviene la sua famiglia di origine. Sono infatti espressioni pittoriche molto eleganti, eppure totalmente esenti da leziosità. Inoltre, nell'ascoltare le voci più suadenti della natura, si mostra capace di evidenziarne con la raffinatezza del suo intervenire, i caratteri nuovi, forti, rendendoli leggibili anche agli altri. Trattasi anzitutto di una ispirazione spontanea che è il segreto primo della sua arte in pittura, e poi di quella abilità tecnica di cui si è impadronita negli anni, esercitandosi e studiando le opere di contemporanei che ammira al punto da diventarne una seria collezionista. Però è rimasta se stessa, con le sue delicate cromie e un astrattismo geometrico soffuso di armoniose levità. Un'arte valsale negli ultimi tempi l'invito ad esporre in rassegne prestigiose ad alta frequentazione di pubblico. Tra i dipinti riuniti per questa mostra ne figurano alcuni da cui aggallano forme stilizzate di alghe marine, tracciati di voli di libellula, raffinati geroglifici di fronde ondeggianti nel tepore di zeffiri alitanti fra i lucori della primavera.”
Marica Rossi - 2008
"Composizione 260"

Olio su tela - cm 60x50
“… Marta Petrucci della natura ne indaga le forme, ne sintetizza l’essenza, dichiarandone il suo aspetto lineare e geometrico, scindendo gli elementi in cerchi, linee prevalentemente curvate, spirali; velature con tonalità che giocano dalle variazioni coloratissime ai monocromi dei grigi che la natura in sé non contiene, ma che appartiene ad una sensibilità estetica interiore dell’artista: è la sua natura. ..”
Graziella Zardo – 2008
"Composizione 188" - 2006

Olio su tela cm. 50x50
“Ecco che limpide architetture dalle particolati curvilinee muovono la superficie, o si rettificano in elementi lineari, soffici ed immateriali, che consentono ai colori di variare ed assumere, di volta in volta, toanlità diverse, ora acquistando liquidità e trasparenza, ora accordando immaterialità ed intensità. L’effetto è di una luminosità diffusa, di un chiarore aurorale, che nasce dal fondo e si dilata da forma a forma ad animare l’opera di fantasia.”
Maria Lucia Ferraguti - 2001
"Composizione 178" - 2006

Olio su tela - cm 65x65
"... La Petrucci ha preso coscienza delle infinite possibilità concesse dall'arte … Il movimento nello spazio, determinato dallo sviluppo armonioso di ben orientali elementi lineari, conferisce alla forma aperta il sapore di certe conquiste del futurismo, ma senza preoccupazioni analitiche, per cui la pittura si dispiega libera tra colore e luce. Scartato ogni psicologismo nella percezione dell'immagine, resta evidente il recupero istintivo di forme aerodinamiche che dai futuristi in poi hanno costituito una delle caratteristiche tipiche della morfologia e dell'iconografia contemporanee. Se l'unità del reale non deve avvenire attraverso un procedimento razionale, ma nella sensazione fortemente emotiva della realtà, allora l'azione artistica della Petrucci rende nel suo dinamismo più emozionante ciò che resta della realtà. ...
.. Immaginarie architetture di colore-luce sono i quadri recenti di Marta Petrucci, percorsi da un soffio leggero che anima tutta la composizione. ..."
Giuliano Menato
"Composizione 183" - 2006

Olio su tela cm. 50x60
"Qui i contorni dilatano e sfumano in effetti poetici bagnati come sono di chiarori di acque e trasparenze di cieli ... si vede dal controllo della trama compositiva, evanescente nell'effetto ma solida nella struttura. Vi spirano soffi di memoria risalita dai piccoli squarci luminosi come punti di sfiato: come un soffione di campo che disperde i suoi pollini nell'aria."
Floriana Donati - Dal Giornale di Vicenza - 26 Maggio 2000
"Composizione 164" - 2005

Olio su tela" cm. 50x70
“Marta Petrucci e le potenzialità liriche del colore”
Nella sua alacre attività costantemente volta al raggiungimento di esiti qualitativamente elevati, la pittrice vicentina Marta Petrucci, ha guardato ai due mondi apparentemente contrapposti della natura e dell'arte trovandovi gli elementi di coesione sia nel colore che nel gioco delle forme. Un comune denominatore per il quale il suo interesse va, pur non proponendoselo, sempre più verso una pittura che poggia in quella geometria che Leon Battista Alberti sosteneva aver le "radici entro la natura". Lo attesta la sua attenzione per Giotto tra gli antichi e nella attualità (anche come collezionista), per: Vago, Carmi, Santomaso, Hsiao Chin e poi Zen e Duso della nostra terra, i cui cromatismi aprono a spazi incommensurabili con ritmi cadenzati sull'alitare del vasto respiro dell'universo. Sono fonti preziose per la sua ispirazione sospinta dall'ansia di infinito e di eterno, dal culto per una spiritualità alimentata da esigenze di una armonia in ubertosa sinestesia con il vagheggiamento estetico di quella bellezza assoluta cui ci è dato di guardare purché facciamo tesoro della lezione trasmessa dai grandi maestri del colore.
... Si vede bene che la pittrice nel suo voler entrare dentro le cose, mira alle realtà visibili e a quelle invisibili, sospinta dall'inesausto bisogno di conoscenza e dagli sconfinamenti di un lo sempre pronto ad emozionarsi davanti alle sorprendenti magie della natura. ..."
Marica Rossi
"Composizione n° 42" - 2001

Olio su ABS - cm 33x66
GLI ACQUERELLI DI MARTA PERTUCCI
PRESENTAZIONE CRITICA
Acquerello - 2008 - cm 28,5x26
“Giochi d’acqua”
"Nelle opere di Marta Petrucci, da sempre affascinata dall'acqua, esiste un linguaggio integrato a quello della natura, e più precisamente di quando la luce elabora infiniti riflessi, si evolve in fluorescenze cromatiche, lumi e vibrazioni di arcobaleni. Un fenomeno analogo a quello dei raggi quando entrano in una pozza limpida e riflettente un'atmosfera cristallina, che si evolve in un pulviscolo di luce e colore, in ventagli dinamici di luminosità. ..
Acquerello - 2008 - cm 28,5x26
Acquerelli. Nulla cambia e tutto muta nelle superfici astratte. All'inizio sono scansioni di cromatismi, sostenuti da una spartizione dello spazio da forme ellittiche, da segni di curvature, forme originarie di intuitive aree di colore, definite da un profilo secondo un intento compositivo, dal lontano richiamo architettonico. ..
Acquerello - 2007 - cm 23x23

Sono slanci dinamici, agili e flessibili, da stretta onda ritmica, su una superficie di trasparenti colori, insediati dalla luce. è l'esito di sentimento iniziale, che via via diventa sempre più profondo e che aumenta sul trepido richiamo della natura, intuita sul movimento dell'acqua e della musica, natura ed arte, perfette affinché la fantasia cromatica si racchiuda in suggerimenti di forma. ...
è questo, ancora, un primo sentire di Petrucci, intuitivo nelle scansioni delle curve sottili, simultanee nello sviluppo di uno spazio bidimensionale, regolato da margini definitivi risolto per un campo senza centro, imprevisto nell'estensione delle immagini delle linee e nella ripartizione che le rinserra.
... Un abbandono a figure bidimensionali immediate, di una pittura sciolta nella vivacità del ritmo, felicissima nella scoperta delicata di forme circolari e linee curve fluide, soli e lune, attraversate da un variato mosaico sfumato di morbidi superfici. ... Improvvisi “giochi d’acqua”: ora concentrati, ora diluiti, gioiosamente sospesi nella lucentezza.”
Maria Lucia Ferraguti – Vicenza, 2008
Acquerello - 2008 - cm 23x23

".. Si scorge tra le opere dell'autrice la diversa sensibilità compositiva che in taluni casi si organizza quasi rigorosamente a definire uno spazio; in altri casi, soprattutto negli acquerelli del periodo più recente, si passa ad una sensibilità interpretativa che diviene intraprendente: in tutta scioltezza la composizione sgorga simile all'acqua, in una libertà di situazioni cromatiche che si spingono ai giochi delle macchie e delle nitide limpidezze, come le acque di una fontana. L'acqua e' un elemento con il quale ci si presta al gioco, ma soprattutto e' uno tra gli elementi della terra che meglio si identificano nella donna. ...
Marta Petrucci interpreta l'acqua attraverso giochi di colori, semplificandoli in trasparenze e accostandoli tra armonie di spensierato colorismo, a volte piacevolmente accarezzato dalle sfumate lievità acquerellate, a volte azzardato con tinte più decise, ma sempre con quel tocco di appartenenza al gioco che si riverte in una sensazione di tenerezza: l'acqua ristagna, fluttua, ondeggia, rigonfia, sgorga, zampilla e si riversa in rigoli e cascate, riflette i colori, in alcuni casi tintinna suoni ripetuti, in altri rumoreggia impetuosamente scrosciando trasparenze luminose. L'acqua e' anche musica. ..."
Graziella Zardo - Vicenza, 2008