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Pittore Scultore | Toma Giuseppe
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Toma Giuseppe nasce a Novoli (LE) nel 1935 opera in Veneto nella specifica di Corrente figurativa .
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Le opere di Toma Giuseppe
Biografia |
Critiche |
Mostre |
Informazioni
Giuseppe Toma nato a Novoli (LE) il 28 giugno 1935. Vive a Padova, lavora nel suo studio a Ponte S. Agostino, Padova. Pittore e scultore.
Dopo l'infanzia e la giovinezza trascorse nel natio Salento, Toma si è stabilito nel 1958 a Padova. Ha seguito un percorso espressivo che si è dipanato dalla più tenera età. www.giuseppetoma.it
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PENSIERO DELL'ARTISTA TOMA PER L'OPERA "L'ISOLA DEI SOGNI"

«Un lembo di "madre" terra immerso in un mare appena increspato che ospita nel grembo una copia in amore. La sintesi metafisica di un'isola "costruita" dove la terra è donna simbolo di fertilità. La dimora l'unione uomo-donna. Un luogo e un atto d'incanto solare con nuvole in amplesso veloce che sembrano svanire. Senso di solidità nel sogno. Leggerezza nelle nuvole. è in noi il desiderio di realizzare il grande amore "ideale" lasciando svanire l'amore "fugace". »
Giuseppe Toma, - Descrizione verbale de L'isola dei sogni
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Toma ha costantemente praticato varie forme di arti figurative, prediligendo tuttavia la pittura. La maggior parte delle sue opere può annoverarsi nella pittura ad olio su tela e nella litografia. Ha tuttavia realizzato alcuni pezzi di scultura in gesso.
"Autoritratto" - 1970
Olio su tela cm 50x50
Esordito nell'alveo di un più convenzionale realismo, verso gli anni '80 la sua maturazione umana ed artistica lo portò ad imboccare quello che lui stesso definì "il nuovo sentiero". Si è parlato — a giusto titolo — di una sorta di "animismo" nella rappresentazione di paesaggi, che assumono slancio vitale in modo naturale-magico, preludendo ad una fase ulteriore in cui l'antropomorfismo si fa più esplicito, la tendenza ad una poetica oscillante tra metafisica e simbolismo erompe con meridiana chiarezza.
"Sovrapost romanticismo" - 2008

Olio su tela 80x80
L'aspetto costante della produzione di Toma è un'inconfondibile ispirazione mediterranea, che rimanda alle mai dimenticate radici culturali ed esistenziali dell'artista. I suoi esiti espressivi sono stati accostati a nomi quali De Chirico, Carrà, Rosai, Fiume e Sironi.
L'artista Toma ha tenuto numerose esposizioni personali in diverse città Italiane. Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche. Numerose chiese ospitano i dipinti dell'artista Toma.
Chiesa S. Tomaso Becket di Padova
"S. Antonio incontra S. Francesco - Sogni segreti"
Olio su tela - cm 90x250
Hanno scritto di lui: Mario Rizzoli - Silvana Weiller Romanin Jacur - Pier Luigi La Gloria - Gianfranco Munari - Cornelia Mora Taboga - Lorenzo Papi - Piero Franceschetti - Salvatore Maugeri - Laura Sesler - Franco Fabbri - Antonio Caggiano - Paolo Rizzi - Maurizio Boccafogli - Vittoria Conti - Renato Civello - Tullio Motterle - Giorgio Pilla - Giorgio Tellan - Michele Urso - Raffaella Tisi - Carla D'Aquino - Maria Palladino.
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PRESENTAZIONE CRITICA DELL'ARTISTA
GIUSEPPE TOMA
A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA
MAGGIO 2011
"Giuseppe Toma un’artista che sperimenta una realizzazione pittorica dalle caratteristiche figurative e metafisiche, un linguaggio autonomo spogliato da ogni attributo convenzionale.
Tutte le opere di Toma assumono significati profondi e misteriosi, l’artista riflette le situazioni delle realtà moderna esplorando itinerari nuovi ed immaginabili.
Ritmi, contrasti cromatici, segni e forme geometriche si distribuiscono sulla tela in maniera equilibrata identificando le visioni informali di forte suggestione che stabiliscono un contatto con la figura e tutto ciò che la circonda.
Elementi architettonici, ritagli di luoghi e ricordi realizzati dall’artista con costruzioni fantasiose, Toma ignora la realtà della natura, del mondo per approdare ad un mondo enigmatico destinato a generare forti emozioni: basta semplicemente fermarsi ad una sua opera ed osservarla!!!
Giuseppe Toma anche pittore di interni e figure, qualità tecniche e disegnative si evidenziano nei ritratti e nelle composizioni che si esprimono attraverso un’espressività profonda, ricca di particolarità."
Archivio Monografico Dell'Arte Italiana
"Difficoltà d'amore" - 2001

Olio su tela - cm 80x80
"... Oggi si potrebbero identificare le matrici stilistiche in artisti come De Chirico, Carrà, Rosai, Fiume, Sironi; ma allora Toma ben poco per nulla li conosceva. Egli dipingeva quasi "in trance": raffigurava quel che aveva dentro, o meglio cercava di far uscire le spinte interne del suo sentire. Già tra il 1975-76 si può parlare di antropomorfismo per i suoi dipinti: e non era qualcosa di consapevole. Toma si lasciava "guidare" dalla sua immaginazione. La nostalgia di una vita più umanizzata si infilava tra le pietre delle case, tra le architetture un po' vere e un po' inventate, tra i paesaggi che "respiravano". Finché, in un viaggio per lui memorabile nel Centro America, la scoperta di una ingenuità primitiva gli diede una scossa. … All'inizio erano quasi dei racconti: delle scene in cui la trasformazione subdola tra reale e immaginario lasciava trasparire momenti favolosi … è veramente straordinario questo passaggio. Esso richiede - è evidente - una partecipazione attiva da parte dello spettatore. Toma non rappresenta: allude. Le sue simbologie possono anche essere complesse, come d'altronde è complesso il mondo dei nostri sentimenti. … Egli è per me un ‘maieuta’, cioè colui che ci aiuta a partorire le immagini che abbiamo dentro di noi e che rimangono così spesso racchiuse nei gangli della nostra psiche.”
Paolo Rizzi
"Castelli riflessi" - 2000

Olio su tela cm 80x60
“… Architetture a mezz’aria tra memoria e fantasia, tra proposta archeologica e suggestione metafisica sembrano colloquiare tra loro con gli ignudi paramenti, quasi timbrici, che si vestono di sortilegio;e l’allegoria dei contenuti – I bambini ci guardano, La luce viene dalle donne, L’inizio della vita – sconvolge ogni tentazione dialettica e traduce in fiamma di coscienza. Sarebbe facile chiamare in causa le opere spiazzanti ma colme di fascino dei visionari e dei surrealisti; da quelle del magico simbolista inglese Paul Nash ai misteriosi abissi di Tanguy, ai silenzi stregati di Magritte. Ma Giuseppe Toma, a ben riflettere, non ha referenti, per quanto illustri. Il mondo generato da una sorta di sognante intellettualità non è omologabile con l’esterno: gli appartiene in misura totale.”
Renato Civello - Roma 2000
"Omaggio a Picasso" (dal periodo blu) - 1999

Olio su tela - cm 50x60
“… La pittura di Toma è un’opera totalmente inedita che appassiona e induce a riflettere. … Paesaggi meditteranei .. composizioni fatte di spirali, di linee che apparentemente sono puri segni; concentrando lo sguardo .. si riesce a vedere improvvisamente un’immagine nascosta che l’autore non ha voluto raffigurare in modo diretto. Il Maestro si diverte a trarre in inganno con la sua meravigliosa e accattivante pittura metafisica, dove il tempo sembra essersi congelato, i colori vengono catturati in modo magico e come tali vengono offerti. .. Il pittore Toma maschera figure umane o avvenimenti sociali attraverso una sua paesaggistica, un’edilizia portata allo stato umano. …”
Giorgio Pilla - 1999
"Strani amori" - 1997

Olio su tela - cm 80x80
“Limpida e trasparente al primo impatto, la pittura di Giuseppe Toma rivela una tessitura complessa e ricca di riferimenti, sorprendente all’esame più attento. … Un mondo intero fiorisce sulla tela, un mondo antichissimo pronto ad ospitare il sogno, nella purezza nell’irrealtà”
Silvana Weiller - 1991
"Il Bacio" - 1990

Olio su tela 50x50
“… Un senso di mistero promana da questi dipinti i quali … si rivelano ottenuti dalla giustapposizione di figure umane stilizzate in blocchi, definiti da piani colorati, limitati da linee rette e curve. …Un pittura fondata sullo studio dei sentimenti umani e delle situazioni esistenziali, un paesaggio metafisico … di uomini e non di pietre.”
Laura Selser – 1991
Collezione privata "La sigaretta" - 1974

Olio su tela - cm 60x70
L'artista Giuseppe Toma ha un vasto curriculum artistico, espone le sue opere dal 1971 in mostre personali in diverse città Italiane e straniere. Numerosi critici hanno parlato di lui apprezzando e stimando tutto il suo operato. Le sue opere fanno parte di collezioni private.
Il Presidente Michele Maione insieme all'artista Toma
L'ARTISTA TOMA HA ESPOSTO LE SUE OPERE A POZNAN IN POLONIA
CON LA COLLABORAZIONE
DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA
L'artista Toma ha ricevuto grandi consensi ed apprezzamente dal pubblico, da collezionisti stranieri.
Galleria “Art in Gallery” – Centrum Handlowe Kupiec Poznanski. Plac Wiosny Ludow 2, Poznan - Polonia - Zapraszamy -
dal 12 Settembre al 31 Dicembre 2009
L'artista Toma anche scultore:
"El Giza 2000" "Est" "Sud"
LE OPERE DELL'ARTISTA TOMA SONO ESPOSTE NELLE CHIESE DI:
- Chiesa S. Tomaso Becket di Padova
"S. Tomaso Becket"

Olio su tela - cm 90x150
- Pala d'Altare presso la Chiesa San Nicola, Nociglia (Lecce)
"Il Battesimo di Cristo" - 1995

Olio su tela - cm 1,40x2,20
L'artista Toma ha tenuto numerose esposizioni personali in diverse città:
Padova, Ravenna, Lecce, Bassano del Grappa, Bibione, Piove di Sacco, Thiene, Monselice, Ferrara, Brescia, Parigi, Como, La Spezia, Treviso, Este, Vicenza, Selva di Val Gardena, in un arco temporale intercorrente dal 1971 ai nostri giorni.
"Fidanzati"
Olio su tela 90x60
- Dicembre 2002 Toma ha pubblicato la monografia "Itinerario di Toma - Dal realismo alle nuove forme 1958-2002" Presentazione di Paolo Rizzi Stampato a Padova Tipografia Eurograf - Fotolito - Fotoscann. Primo volume a carattere antologico che Toma presenta al pubblico.
Giuseppe Toma su Wikipedia , l’enciclopedia libera
http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Toma
"Nudo nell'ombra"

Olio su tela 50x70
- Catalogo della mostra Giuseppe Toma, dal realismo al paesaggio antropomorfo — 1958 - 2002 (Padova, 24 settembre — 7 novembre 2004. Con il patrocinio del Comune di Padova)
Premi e riconoscimenti ottenuti negli anni passati:
- 1° premio internazionale Città di Taormina, 1979
- 1° premio internazionale Universale — Città di Firenze, 1980
- Medaglia d'oro per le belle arti Città di Salsomaggiore Terme, 1981
- Accademico benemerito delle belle arti dell'Accademia Toscana, Firenze 1981
- Accademico delle belle arti e del lavoro Salsomaggiore Terme, 1981
- Membro benemerito dell'Accademia Pontificia Tiberina, Roma.
MOSTRE PERSONALI
- Centro Culturale e Sociale, Monselice (Padova) 1978
- Galleria "Amici dell'Arte", Ferrara 1979
- Circolo Ufficiali Presidio, Padova 1980
- Galleria "Biblioteca Comunale", Sirmione (Brescia) 1980
- Galleria "Sala S. Rocco", Este (Padova) 1981
- Le Noveau Salon de Paris, PARIGI 1981
- Galleria "Patio" Le Padovanelle, Padova 1982
- Villa Comunale di Crevenna, Como 1982
- Civica Galleria di Levante, La Spezia 1982
- Galleria d'arte "Lo Scrigno", Treviso 1983
- Galleria "Sala S. Rocco", Este (Padova) 1983
- Galleria "Il Bacchiglione", Vicenza 1984
- Circolo Culturale - Arquà Petrarca 1985
- Studio, Galleria Ponte S. Agostino, 2, Padova 1987
- Studio, Galleria Ponte S. Agostino, 2, Padova 1988
- Studio, Galleria Ponte S. Agostino, 2, Padova 1989
- Galleria "Il Rivellino", Ferrara 1990
- Arte 90, Fiera di Padova, Padova 1990
- Galleria "La Cupola", Padova 1991
- Galleria "Antares", Selva Gardena 1992
- Galleria Caffetteria "Le Rose", Ferrara 1992
- Studio, Galleria Ponte S. Agostino, Padova 1993
- Galleria "Il Bacchiglione", Vicenza 1995
- Galleria "Il Sigillo", Università Popolare, Padova 1995
- Galleria “Il Fiore” Bassano del Grappa (VI) 1996
- Sala S. Rocca, Este (Padova) 1997
- Gruppo Donatello, Firenze, 1997
- Galleria Art Gallery Wintleys, LONDRA 1998
- Galleria S. Vidal, Venezia, 1999
- Pontificia Accademia Tiberina (Teatro Euclide) Roma 2000
- Sala Samonà, Bando d’Italia, Padova 2004
- Galleria del Kursaal, Abano Terme (Padova) 2008.
- Mostra a Poznan (Polonia) Galleria “Art in Gallery” – Centrum Handlowe Kupiec Poznanski. Plac Wiosny Ludow 2, Poznan - Polonia - Zapraszamy. Settembre-Dicembre 2009.
BIBLIOGRAFIA
Il Gazzettino – L’Eco di Padova – Il Resto del Carlino – Il Giorno – La Difesa del Popolo – La Gazzetta del Mezzogiorno – Il Salento – 7 Giorni Veneto – Bolfaffi Arte – La Nazione – Il Secolo XIX – Il Mattino di Padova – La Voce di Ferrara – Il Giornale di Vicenza – Italia Turistica – Catalogo Nazionale d’Arte Moderna Bolaffi – International Catalogue of Contemporary Art – Repertorio d’Arte Contemporanea – Ursini, Annuario Comanocci – Dizionario Internazionale degli Artisti Europei Contemporanei – The Hill – Northwest Lonara – Il Manifesto, Roma.
L'Artista Toma Giuseppe è inserito nel portale: www.arteitaliana.net
Tutte le Opere dell'artista Toma catalogate nel nostro Archivio sono disponibili. L'Archivio Monografico dell'Arte Italiana è a Vostra disposizione per farvi visionare, senza alcun impegno di carattere economico, le opere dell'artista.
Potete contattare il seguente numero, segreteria dell'Archivio: tel. 334.1536620
Su richiesta siamo in grado anche di mettervi in contatto direttamente con l'artista.
N.B. : Tutte le opere sono pezzi unici e sono corredate da certificato di garanzia.
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Il primo vero approccio pittorico dell’artista Toma risale alla sua adolescenza, quando realizzò su tela un’effigie del Cristo e il gesto pietoso della Maddalena, che ne deterge il volto, utilizzando ocre argillose.
NOTO BIBLIOGRAFICHE A CURA DELL'ARTISTA
TOMA
"Sono nato ed ho vissuto i miei primi vent'anni in un bianco paese del Salento immerso nel venie degli ulivi, tra muri in pietra che delimitano una terra rossa come bruciata dal sole, ma rigogliosa e fertile.
Lo scorrere di forme e colori mutevoli con le stagioni, in un paesaggio popolato da volti scolpiti dal duro lavoro dei campi, ha destato in me l'impulso di ritrarre figure ed ambienti fissandoli sulla tela ad di là del tempo e dello spazio.
Nei primi anni di scuola la mia passione per il disegno fu spronata anche dall'incombenza di dover riprodurre sulla lavagna i disegni proposti dalla mia maestra inferma su una sedia a rotelle.
Per soddisfare questo mio incessante desiderio di disegnare, mia madre scambiò, negli anni quaranta, un taglio dei suoi lunghi capelli neri per una scatola di sei pastelli di cui conservo un vivo ricordo. Si perde nel tempo dei miei dieci anni il giorno in cui, con un lapis disegnai su una pagina di quaderno una farfalla le cui ali, più volte riproposte in posizioni diverse sullo stesso corpo affusolato dell'insetto, davano l'impressione del movimento. Ero convinto di aver trovato un modo nuovo di rappresentare le cose e corsi ad informarne mia madre che tentava di capirmi senza riuscirci.
Erano i tempi della guerra, il cartone animato o la TV non c'erano ancora ed io credevo di aver scoperto 'il movimento'.
Grande fu in seguito la mia delusione nello scoprire ventenne nella mia città d'adozione Padova, il Futurismo di Depero.
Il mio primo vero approccio pittorico risale alla adolescenza, quando su una tela utilizzando ocre argillose realizzai un'effigie del Cristo e il gesto pietoso della Maddalena che ne detergeva il volto.
Negli anni ho cercato di rinnovare motivazioni ed espressioni della mia pittura col desiderio dì destare emozioni e riflessioni.
Quando alla fine sono approdato alla sintesi estrema del corpo umano, trasformandolo in elementi architettonici, ho sentito finalmente di aver trovato, e questa volta per davvero, il mondo pittorico che mi personalizza ed in cui mi riconosco."
A cura dell'autore Toma
L'artista Giuseppe Toma intervistato da Laura Lazzarin
http://padovacultura.padovanet.it/rubriche/archivio/000699.html
Qual è la sua fonte di ispirazione?
"Alla base c’è un viaggio nell’America Centrale. Qui ho scoperto la semplicità. In questi posti avevano una grande solidarietà tra di loro: uno pescava, e pescava per tutto il villaggio. Era una cosa molto bella. Pescava, ma lasciava andare il pesciolino e prendeva il pesce più grosso: “Eh, il pesciolino crescerà, dopo”. Mi ha insegnato molto: nella nostra società consumistica noi mangiamo il pesciolino appena nato, ce ne approfittiamo. Quando sono tornato ho visto che noi europei, e anche gli americani, siamo inseriti in un contesto quasi militare: siamo inquadrati in fila verso il consumismo, come militari assoldati per consumare. Dentro di noi però c’è ancora l’amore, la voglia di fratellanza, di amicizia, di dialogo. Questa cosa è in noi, nonostante il fatto che siamo irreggimentati. E allora ho cominciato a disegnare l’individuo, e lo facevo rigido, lo squadravo con linee rette. Poi ricavavo dalle parti anatomiche gli archi. L’arco è il pensiero positivo, la voglia d’amare. Quindi nel corpo umano ricavavo queste aperture, quasi ad invitare me stesso e gli altri a riscoprirle. Ho visto che attraverso questo segno potevo raccontare tutto dell’uomo. Dalla religione alla letteratura… posso parlare di qualsiasi cosa attraverso un bel paesaggio, un castello. Ma all’interno, oltre alla visione architettonica, il quadro contiene la voce dell’autore che cerca di dialogare con il pubblico. Mi sembra che questo sia percepito, specie dalle persone sensibili. Tutti i miei quadri sono un intreccio di sogno e realtà. Per esempio, il quadro delle “Gemelle” l’ho fatto prima dell’11 settembre. Ho detto: faccio queste due ragazze di schiena, e gioco sulla gonna, sui porticati. Quando l’ho fatto non pensavo alle torri gemelle. Dopo ho riscoperto questo disegno ed è venuto fuori un altro messaggio, attuale, che dà il senso della pace ma anche del panico. Si può pensare che le due ragazze stiano giocando, correndo o scappando: rimane questo dubbio. In primo piano ci sono dei piedi, che sembrano quasi recisi: non hanno le basi e forse cadranno. Sullo sfondo ci sono due gabbiani, ma noi sappiamo che sono stati due aerei.. insomma è un intreccio di sogno e realtà. Quando io metto una donna china su un individuo che è steso per terra, e la chiamo “Solidarietà”, essa rappresenta la religione ed è un invito al dialogo. L’uomo deve riscoprire il dialogo, deve stare con l’Altro. Io sono qui di fronte a Lei: devo apprendere da Lei il meglio che ha Lei. E Lei deve apprendere da me il meglio che ho. è dall’incontro che c’è arricchimento ed evoluzione. Questo è il mio concetto della vita, e tento di metterlo in risalto attraverso i colori, le forme. Da quello che mi sembra, qualcosa ho raggiunto."
L'artista Toma
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EVOLUZIONE DELLA PITTURA NELLE OPERE DELL'ARTISTA
TOMA
Proprietà dell'autore
"Ritratto di Franca" 1958

Olio su tela - cm 30x50 -
La pittura del Toma non è facile da valutare se non si conoscono lo spirito e l'ambientazione che l'hanno generata e maturata.
Il percorso pittorico può iniziare con il "Ritratto di Franca", opera molto giovanile, dove le forme ed i colori sono essenziali, i tratti marcati e decisi danno alla figura un'espressività non ricercata ma che emana emozioni familiari. ..
Gli anni '60 vedono il pittore attento a cogliere figure raccolte o angoli domestici da cui traspare la nostalgia degli affetti legati alla famiglia e alla terra d'origine come in "Uomini in cantina"
Collezione privata "Uomini in cantina" 1968

Olio su tela - cm50x70 -
Negli anni settanta è ancora più evidente il legame della pittura del Toma con la sua terra e con le figure che la popolano.
Collezione privata "La casa bianca" - 1969

Olio su tela 40x50 -
I paesaggi esprimono sintesi di vedute mediterranee assolate e silenti, sono privi di presenze umane, raffigurano campi di grano o uliveti percorsi da sentieri.
Collezione privata C.G. e T.T.
"Fichi d'India" 1975

Olio su tela cm 60x70
… La maturazione della pennellata si può intravedere anche nelle nature morte di questo periodo come in "Fichi d'India", in cui le composizioni, divenute più ricercate, talora sono adagiate su panni pieghettati e sembrano offrirsi allo spettatore.
"Risvegli" 1975

Olio su tela - cm 40x50
Negli anni '80 l'opera di Toma subisce una profonda svolta sia per l'ambientazione che per le tematiche. Il pittore cerca di esprimere il disagio vissuto per la crisi dei valori tradizionali e si rifugia con i suoi quadri in un mondo geometrico ed irreale di grandi spazi occupati da costruzioni che non sono altro che metamorfosi di corpi colti in atti di vita quotidiana. Questa trasformazione si può intravedere per la prima volta nel dipinto "Risvegli" in cui tronchi di alberi sembrano assumere sembianze umane. …
Al pittore non sfugge la realtà del nostro tempo e ne riporta sulla tela l'essenzialità rappresentata da una parte con l'opera "La solidarietà", in cui forme e colori concorrono ad esprimere un gesto nobile del genere umano, mentre "L'indifferenza", propria delle nostre generazioni, viene proposta utilizzando figure sfuggenti ed apatiche, accomunate sulla tela dal colore, che, nelle sue tonalità accese, alcune volte può esprimere valori effimeri.
"La famiglia"

Olio su tela 60x80
La sintesi artistica di Toma trova risalto in "Strani amori" dove vengono raffigurati generi pittorici e disquisizioni con cui l'autore si è cimentato nella sua lunga carriera.
Egli si fa cogliere su un rudere riproducente una scultura classica a sottolineare come ancora oggi l'arte sia opera di passione e dedizione come lo è sempre quella che traspare dai suoi quadri.
A cura di Michele Urso e Raffaella Tisi
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