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Pittore Scultore | Toma Giuseppe

Toma Giuseppe nasce a Novoli (LE) nel 1935 opera in Veneto nella specifica di Corrente figurativa .

Le opere di Toma Giuseppe

La solarità dell'amicizia di Toma Giuseppe
1991-2001 di Toma Giuseppe
La Giustizia di Toma Giuseppe
La Piazza del tempo di Toma Giuseppe
L'ospitalità di Toma Giuseppe
I bambini ci guardano di Toma Giuseppe
Biografia
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Critiche
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Mostre
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Informazioni
Giuseppe Toma nato a Novoli (Lecce) il 28 giugno 1935. Vive a Padova, lavora nel suo studio-galleria di Ponte S. Agostino a Padova. Pittore, scultore.
Giuseppe Toma si trasferisce a Padova nel 1958. Il suo primo vero approccio pittorico risale alla sua adolescenza realizzando un'opera su tela un’effigie del Cristo e il gesto pietoso della Maddalena, che ne deterge il volto, utilizzando ocre argillose. 
Esordito nell'alveo di un più convenzionale realismo, verso gli anni '80 la sua maturazione umana ed artistica lo porta ad imboccare quello che lui stesso definisce "il nuovo sentiero". 
Toma costantemente pratica varie forme di arti figurative, prediligendo tuttavia la pittura. La maggior parte delle sue opere può annoverarsi nella pittura ad olio su tela e nella litografia. Le prime opere che realizza interpretano tematiche di vita contadina ambientate in Puglia, opere dai colori cupi evidenziano la natura e i volti di uomini e donne. 
Realizza alcuni pezzi di scultura in gesso.
Successivamente l'artista inizia a sperimentare una pittura di carattere tridimensionale dove le abitazioni, gli archi, il paesaggio sembra uscire dall'opera seguendo forme dalle oscillazioni deformate.  
Si parla — a giusto titolo — di una sorta di "animismo" nella rappresentazione di paesaggi, che assumono slancio vitale in modo naturale-magico, preludendo ad una fase ulteriore in cui l'antropomorfismo si fa più esplicito, la tendenza ad una poetica oscillante tra metafisica e simbolismo erompe con meridiana chiarezza.
L'aspetto costante della produzione di Toma è un'inconfondibile ispirazione mediterranea che rimanda alle mai dimenticate radici culturali ed esistenziali dell'artista. I suoi esiti espressivi sono stati accostati a nomi quali De Chirico, Carrà, Rosai, Fiume e Sironi.
L'artista Toma ha tenuto numerose esposizioni personali in diverse città Italiane. Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche. Numerose chiese ospitano i dipinti dell'artista Toma. 

Guarda il video delle opere di Toma

Pensiero dell'artista Toma per l'opera "L'isola dei sogni"
«Un lembo di "madre" terra immerso in un mare appena increspato che ospita nel grembo una copia in amore. La sintesi metafisica di un'isola "costruita" dove la terra è donna simbolo di fertilità. La dimora l'unione uomo-donna. Un luogo e un atto d'incanto solare con nuvole in amplesso veloce che sembrano svanire. Senso di solidità nel sogno. Leggerezza nelle nuvole. è in noi il desiderio di realizzare il grande amore "ideale" lasciando svanire l'amore "fugace". » 
 
"L'isola dei sogni"

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Galleria e studio dell'artista Giuseppe Toma, 
Ponte S. Agostino, Padova



      


       
  

"Autoritratto" - 1970
 
olio su tela cm 50x50
 
"Sovrapost romanticismo" - 2008 

olio su tela 80x80

 
Chiesa S. Tomaso Becket di Padova
"S. Antonio incontra S. Francesco - Sogni segreti"
olio su tela - cm 90x150


L'artista Toma anche scultore:
 
"El Giza 2000 - Est  - Sud"
       

 
PRESENTAZIONE DELL'ARTISTA  TOMA
 
"Sono nato ed ho vissuto i miei primi vent'anni in un bianco paese del Salento immerso nel venie degli ulivi, tra muri in pietra che delimitano una terra rossa come bruciata dal sole, ma rigogliosa e fertile.
Lo scorrere di forme e colori mutevoli con le stagioni, in un paesaggio popolato da volti scolpiti dal duro lavoro dei campi, ha destato in me l'impulso di ritrarre figure ed ambienti fissandoli sulla tela ad di là del tempo e dello spazio.
Nei primi anni di scuola la mia passione per il disegno fu spronata anche dall'incombenza di dover riprodurre sulla lavagna i disegni proposti dalla mia maestra inferma su una sedia a rotelle.
Per soddisfare questo mio incessante desiderio di disegnare, mia madre scambiò, negli anni quaranta, un taglio dei suoi lunghi capelli neri per una scatola di sei pastelli di cui conservo un vivo ricordo. Si perde nel tempo dei miei dieci anni il giorno in cui, con un lapis disegnai su una pagina di quaderno una farfalla le cui ali, più volte riproposte in posizioni diverse sullo stesso corpo affusolato dell'insetto, davano l'impressione del movimento. Ero convinto di aver trovato un modo nuovo di rappresentare le cose e corsi ad informarne mia madre che tentava di capirmi senza riuscirci.
Erano i tempi della guerra, il cartone animato o la TV non c'erano ancora ed io credevo di aver scoperto 'il movimento'.
Grande fu in seguito la mia delusione nello scoprire ventenne nella mia città d'adozione Padova, il Futurismo di Depero.
Il mio primo vero approccio pittorico risale alla adolescenza, quando su una tela utilizzando ocre argillose realizzai un'effigie del Cristo e il gesto pietoso della Maddalena che ne detergeva il volto.
Negli anni ho cercato di rinnovare motivazioni ed espressioni della mia pittura col desiderio dì destare emozioni e riflessioni.
Quando alla fine sono approdato alla sintesi estrema del corpo umano, trasformandolo in elementi architettonici, ho sentito finalmente di aver trovato, e questa volta per davvero, il mondo pittorico che mi personalizza ed in cui mi riconosco."
 Toma

 
L'artista Giuseppe Toma intervistato da Laura Lazzarin
http://padovacultura.padovanet.it/rubriche/archivio/000699.html
 
Laura Lazzarin: Qual è la sua fonte di ispirazione? 
"Alla base c’è un viaggio nell’America Centrale. Qui ho scoperto la semplicità. In questi posti avevano una grande solidarietà tra di loro: uno pescava, e pescava per tutto il villaggio. Era una cosa molto bella. Pescava, ma lasciava andare il pesciolino e prendeva il pesce più grosso: “Eh, il pesciolino crescerà, dopo”. Mi ha insegnato molto: nella nostra società consumistica noi mangiamo il pesciolino appena nato, ce ne approfittiamo. Quando sono tornato ho visto che noi europei, e anche gli americani, siamo inseriti in un contesto quasi militare: siamo inquadrati in fila verso il consumismo, come militari assoldati per consumare. Dentro di noi però c’è ancora l’amore, la voglia di fratellanza, di amicizia, di dialogo. Questa cosa è in noi, nonostante il fatto che siamo irreggimentati. E allora ho cominciato a disegnare l’individuo, e lo facevo rigido, lo squadravo con linee rette. Poi ricavavo dalle parti anatomiche gli archi. L’arco è il pensiero positivo, la voglia d’amare. Quindi nel corpo umano ricavavo queste aperture, quasi ad invitare me stesso e gli altri a riscoprirle. Ho visto che attraverso questo segno potevo raccontare tutto dell’uomo. Dalla religione alla letteratura… posso parlare di qualsiasi cosa attraverso un bel paesaggio, un castello. Ma all’interno, oltre alla visione architettonica, il quadro contiene la voce dell’autore che cerca di dialogare con il pubblico. Mi sembra che questo sia percepito, specie dalle persone sensibili. Tutti i miei quadri sono un intreccio di sogno e realtà. Per esempio, il quadro delle “Gemelle” l’ho fatto prima dell’11 settembre. Ho detto: faccio queste due ragazze di schiena, e gioco sulla gonna, sui porticati. Quando l’ho fatto non pensavo alle torri gemelle. Dopo ho riscoperto questo disegno ed è venuto fuori un altro messaggio, attuale, che dà il senso della pace ma anche del panico. Si può pensare che le due ragazze stiano giocando, correndo o scappando: rimane questo dubbio. In primo piano ci sono dei piedi, che sembrano quasi recisi: non hanno le basi e forse cadranno. Sullo sfondo ci sono due gabbiani, ma noi sappiamo che sono stati due aerei.. insomma è un intreccio di sogno e realtà. Quando io metto una donna china su un individuo che è steso per terra, e la chiamo “Solidarietà”, essa rappresenta la religione ed è un invito al dialogo. L’uomo deve riscoprire il dialogo, deve stare con l’Altro. Io sono qui di fronte a Lei: devo apprendere da Lei il meglio che ha Lei. E Lei deve apprendere da me il meglio che ho. è dall’incontro che c’è arricchimento ed evoluzione. Questo è il mio concetto della vita, e tento di metterlo in risalto attraverso i colori, le forme. Da quello che mi sembra, qualcosa ho raggiunto."
L'artista Toma
 

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