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Poeta Scrittore | Iacuzio Gerardo

Iacuzio Gerardo nasce a Montoro (Avellino) nel 1960 opera in Campania nella specifica di Arte letteraria .

Le opere di Iacuzio Gerardo

Notte con la solitudine di Iacuzio Gerardo
Il mondo attraverso i Suoi occhi di Iacuzio Gerardo
I primi sranno gli ultimi di Iacuzio Gerardo
Il nudo della vita di Iacuzio Gerardo
Le vie del cielo di Iacuzio Gerardo
Mara di Iacuzio Gerardo
Biografia
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Critiche
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Mostre
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Informazioni
Gerardo Iacuzio nasce il 04 gennaio 1960 a Montoro (Avellino) dove attualmente risiede. 
Scrittore e Poeta. Le sue modeste "composizioni letterarie”, come egli stesso le definisce, divengono oggetto di dibattito e di confronto.
La poesia di Gerardo Iacuzio è intrisa di emozioni e fantasia, capovolge la prospettiva tradizionale della scrittura indirizzandola verso una singolare invenzione letteraria che mette in scena l’assurdo di un’umanità che appare crudele e nello stesso tempo amorevole. Una narrazione che porta lo scrittore a vagare per l'universo attraverso una fantasia curiosa che automaticamente precipita nel quotidiano contemporaneo. 
I romanzi, gli scritti di Iacuzio rievocano in maniera commovente periodi di vita vissuti, in cui il protagonista, molto spesso lo stesso Iacuzio, riprende faticosamente a vivere dopo una battaglia continua con la sua solitudine e il suo rapporto con il mondo. Iacuzio parla della sua storia, della storia degli uomini, dei loro fraintendimenti con sé stessi, con Dio e con il mondo. Nei suoi scritti ritroviamo intatte la sensibilità e la drammaticità di eventi quotidiani, l’onestà nel dare speranza ad un mondo creato nella sua essenza vitale, a volte dimenticata e distorta, un’integrità che dona alla 
disperazione  il pari peso che ha nel mondo.
Archivio Monografico dell'Arte Italiana, marzo 2015.

"Il quadro è banale, ma gli occhi che lo guardano disegnano una sensazione felice.
E' stato dipinto in fretta per essere venduto subito, ma la pennellata fissa egualmente sulla tela l'emozione di un momento di idillio.
E' Arte viva che parla."
Gerardo Iacuzio.

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PER CONTINUARE A LEGGERE LE PUBBLICAZIONI DI GERARDO IACUZIO CONTATTARE L'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA info@arteitaliana.net

Maggio 2018 - "Fardelli d'Italia" romanzo di Gerardo Iacuzio
"Mi sono procurato una penna automatica. Si preme il pulsante in testa e scrive da sola la verità.
Ebbene, leggo come voi che l’Italia non si è mai desta, per niente. Infatti, ha sempre tifato per l’invasore. Dico, dal tempo dei romani ai camorristi e parassiti vari. Gli italiani danno il ‘don’ ai pistoleri, e il ‘don’ ai poveri sacerdoti, agnellini sacrificali. Mussolini capo dei cretini, mandò gli alpini sul Don.
Scriviamo.
Siamo subito dopo il segno della croce. Davanti alla chiesa, un bravo ragazzo di colore mi porge un bicchiere di plastica. è vuoto. Ho in tasca due monetine.
Tieni, fratello negro. Spero che ti portino fortuna.
Macchè! è tutto l’incasso della giornata. Poveri immigrati. Devono lavorare per noi e per i nostri camorristi, che si pappano tutti i loro diritti. Devono rubarci soltanto il mestiere di mendicanti. Ma hanno sbagliato nazione. Persino il cestino per le offerte alla parrocchia ritorna vuoto al sacerdote. ..." 
 ... continua ...
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Maggio 2018 - "Emigro al mio paese" romanzo di Gerardo Iacuzio
"Ho respirato la prima ora del venti maggio. E mi trovo al fiorente locale “La tavernaccia”, dell’amico Vincenzo, del mio paese d’origine, Piazza di Pandola. Ovvero, mercato degli schiavi.
E qui sono emigrato per vivere onestamente di elemosina.
Vincenzo mi invita ad entrare, mi porta carta e penna e, senza che glielo chieda, un ottimo caffè.
Vengo a piedi, con una distorsione al piede sinistro, dalla frazione Piano, dove sono vittima di provocazioni, che mirano… alcolicamente a distruggere la mia folle storia. Gli stolti non hanno il coraggio di affrontarmi, perché in questo letame di agglomerato i pochissimi uomini veri sono miei amici e protettori.
Ho investito soldi che non avevo e 17 ore di lavoro complessivo per realizzare, completamente a mano, il plastico in legno del duomo di Avellino, in occasione dell’agognata salvezza dalla serie C della squadra di calcio cittadina.
Chissà se lo venderò? Forse, a Piazza di Pandola. ..." ... continua ...
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Maggio 2018 - "Il papisso Popeye" romanzo di Gerardo Iacuzio
"La moglie assume il cognome del marito, il quale, in questa storia, assume il soprannome della moglie. La Papessa era il Papa al femminile, per il suo modo di sdraiarsi, ovunque si trovasse. Il Papisso era il maschile della Papessa. Sto parlando di due sole generazioni fa. 
Erano i nonni del mio amico Papisso Pope. è tutt’oggi un vero braccio di ferro, per la sua immensa fede. Credo che se il Papa fosse il Pontefice fra l’uomo e Dio, nessuno più di lui potrebbe meritare l’incoronazione.
Laureato in legge, aveva da tempo intenzione di diventare uomo consacrato. Il Vescovo gli promise tre soli anni di Teologia. Ma le cose cambiarono e il cammino verso il sacerdozio fu lungo, cinque anni di seminario.
Poco male. Lui accettò.
Era in agguato una terribile malattia, la sclerosi multipla, l’afferrò lo zampino del diavolo, che lo gettò dal secondo piano sul cemento. ..." ... continua ...
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Maggio 2018 - "Paura di tacere" poesie scritte da Gerardo Iacuzio
Premessa
"Le trappole del peccato inondano la nostra vita. La parola vuole costruire un argine, magari rimandarle all’indietro.
A volte, non ne vediamo.  Ma esse sono così furbe da essere invisibili, prima di manifestarsi con il loro agire, quando per noi è troppo tardi.
Nelle ore morte della giornata, durante la notte rubata al sonno indifeso, l’uomo urla, sussurra e parla, per ostruire un riparo sicuro dalle trame demoniache.
Ha paura di tacere, per non farsi sorprendere. 
Questo libro parla di tanto, magari, di tutto, con lo scopo di produrre sprazzi d’azzurro irraggiungibili dagli artigli dell’animale." ... Continua ...
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Maggio 2018 - "La Qul – tura con la Q maiuscola" poesie scritte da Gerardo Iacuzio
 
Premessa 
"Non siamo nati per morire, ma essere venuti al mondo ci ha concesso il diritto acquisito alla vita eterna.
Il sole non si è mai spento, perché abbiamo sempre pagato la bolletta al Signore. Le nostre sofferenze si uniscono a quelle di Cristo sulla croce, per la salvezza di tutti.
Questo libro di poesie cerca di ironizzare bonariamente su chi considera i giorni terreni tutto quello che possiede, e cerca l’impossibile felicità sulla Terra. Non sa del Qul che ha avuto." ... continua ...
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Maggio 2018 - "Circolo asociale" poesie scritte da Gerardo Iacuzio - Premessa:
"Ho conosciuto un locale frequentato soltanto da anziani benestanti. Dicevano di avere provato tutto quello che offre la vita, per giungere alla conclusione che sulla Terra non esiste niente di soddisfacente.
  Uno di loro scrisse le sue memorie. Vedeva con gli occhi della saggezza la sua vita trascorsa. Tutti lo lessero e vi si riconobbero. Compresero che non avevano conosciuto niente di sublime per non avere mai apprezzato l’arte. Avevano acquistato soltanto per investimento, senza curarsi di conoscere quanto volesse dire l’artista.
  Questo libro è scritto con occhiali da miope, da chi riconosce le cose che l’hanno sempre circondato, per cercare di comprenderle un poco." ... continua ...
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Maggio 2018 - "I rovi calpestati" romanzo di Gerardo Iacuzio
:
"Mamma Apollonia si sentiva, a trent’anni, una cellula matura e riprodotta in tre figli della città italiana chiamata Vallata. Ventimila abitanti che, a suo parere, non sapevano ancora di essere nati.
   Vallata le sembrava un Frankestein, un cadavere tenuto in vita, per così dire, dall’energia elettrica.
   Di origine britannica, era di religione anglicana, ma aveva sposato suo marito secondo le leggi della Chiesa Cattolica romana, e lo rispettava secondo le stesse direttive.
   Apollonia proteggeva il suo privato dalle invadenze comuni, anche dalla sua migliore amica, Lucia. Le sue confidenze erano tutte per sua madre, la sorella ed il fratello superstite ad un altro, trapassato per un male incurabile, come suo padre, a cui era successo a soli 52 anni.
   Viveva per i figli. Dopo un decennio di matrimonio, sentiva l’allontanamento del compagno, che cominciava addirittura a tradire l‘intenzione del suo abbandono.
   E non fu una sorpresa, per lei, la lettera che trovò in cucina in cui era scritto in poche righe che il marito se n’era andato con Lucia.
   Nessuno dei tre figli arrivava a dieci anni. Non voleva perderli e non poteva lavorare, per accudirli come abbisognavano. Soprattutto il più piccolo, due anni, a cui era stata diagnosticata una malattia polmonare e chiari sintomi di problemi psicologici.
   Fu soltanto per loro che si rivolse all’avvocato del Patronato per ottenere l’assegno di mantenimento. Ma il marito fu incarcerato prima di ricevere l’invito a presentarsi. ... " ... continua ...

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Marzo 2018 - "Il cadaverone del boccaccio di marmellata" racconti e pensieri di Gerardo Iacuzio.
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Marzo 2018 - "Sole sulle rotaie carcerieri" poesie di Gerardo Iacuzio.
Premessa:
   "La vita quotidiana è regolata dalla squallida materialità che costringe ognuno al percorso obbligato del classismo e dell’arrivismo.
   Ci si muove sulla Terra, ma tutti in un treno, anche se sempre più veloce, nelle stesse rotaie fisse che lasciano soltanto guardare e sognare il verde e il celeste.
   Chi fugge in avanti si ritrova ultimo ed escluso. Il protagonista che fa deragliare il convoglio provoca danni e morte.
   Soltanto i versi animano i sentimenti dei viaggiatori, come il sole rinvigorente che trapassa le lamiere.
   Questo libro vuole divertirsi a cercare di dare vita ai sentimenti che dormono in rigidi schemi e che pretendono il diritto alla loro parte."
L’autore Gerado Iacuzio 
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Febbraio 2018 - Poesie di Gerardo Iacuzio "L'avventura verso il cromosomo"
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Febbraio 2018 - Romanzo di Gerardo Iacuzio "La traversata di un chilometro
"A mezzanotte di un venerdì di gennaio, la luna si schiantava con tutta la sua luce sullo spiazzale antistante la bottega di Rossello. Il suo letto, l’angolo cottura e il laboratorio di restauro del legno erano le uniche cose viventi di una voluminosa e vecchia costruzione a campo dei greci, in campagna.
Il giovane artigiano si era appena svegliato da sei ore di sonno. Prese il caffè dall’automatica e fumò le prime due sigarette. ..." Continua a leggere 
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Gennaio 2018 - Poema di Gerardo Iacuzio "Invalido al riposo"
"Dove c’è il potere
prospera il letame,
perché in un contesto
di sopraffazione
non può emergere
la persona onesta.
E le mosche
si ammucchiano
sugli escrementi. ..." Continua a leggere
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Gennaio 2018 - Poema di Gerardo Iacuzio "Lo sciopero in biancoverde"
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Gennaio 2018 - Poema di Gerardo Iacuzio "La Beffana"
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Dicembre 2017 - Poema di Gerardo Iacuzio "Giocondo Natale"
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Dicembre 2017 - Poesie di Gerardo Iacuzio "Fusioni di spiriti in prospettiva
Premessa:
  "Due corpi occupano lo stesso spazio soltanto quando sono fusi. Due spiriti smaterializzati non fanno volume, ma conservano l’entità distinta, fusi in coppia, nel rispetto dell’esistenza.
   L’opera dell’uomo ha trasformato la materia, in lamiere, in intonaco, in asfalto, in tutto il visibile.
   Sulla Terra, non può esistere la fusione di tutto. Il pianeta diventerebbe un corpo solo, la solitudine di Dio non creatore.
   Quindi, è necessaria la distinzione delle etnie, della lotta di classe, del rispetto del privato.
   Questo libro vuole cerare di essere una camera di ripresa che riprende la vita riflessa nelle pupille del prossimo di amori distinti dalla necessaria contrapposizione del razzismo e della guerra."
                                                                     L’autore Gerardo Iacuzio - Leggi le poesie
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Dicembre 2017 - "Garsone Guascone" romanzo di Gerardo Iacuzio. 
Copertina di Gerri Alì

"Chiedo ad Enrico, del Mò Mò bar, carta per scrivere. Mi offre un tovagliolo. Gli dico che sono uno scrittore di prestigio e tratto soltanto la pregiata carta igienica.
   Dice:
   << caffè del professore, pizzetta rossa, cornetto ripieno in un solo piatto servito. E’ tuo se dici ‘si’. >>
   Dico di no. Devo raccontare lo struscio della piccola Nadia ancorata alla madre di Francia con la mano. ..." Continua a leggere
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Novembre 2017 - PENSIERI DI CARNE BOVINA E DI VINO INGLESE di Gerardo Iacuzio.
Premessa: "Ditemi e fatemi tutto quello che volete. Ma io dico e scrivo apertamente quello che vedo e che sento.
Sono le tre del mattino, di venerdì 29 settembre 2017. 
Ho fatto colazione con calmante e neurolettico. Al Thor Alì ho trovato, presso l’umanità di Vittorio, agenda, penna, due caffè e un biglietto da 5.
Ed ero posseduto dall’inchiostro per scrivere questo libro."

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Giugno 2017 - Raccolta di Racconti di Gerardo Iacuzio "Il piccolo viaggio nell'universo"
In copertina pubblicazione del disegno monocromatico di Flavio Perrotti:
 
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Aprile 2017 - Pensiero di Gerardo Iacuzio "La morte dell’aquilone"
Copertina : opera dall'artista Noemi Ricciardelli

"... Ho già scritto che Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza nel senso che lo fece di spirito e di materia.
Ho già scritto che Dio, essendo infinito, copre tutti gli spazi esistenti. Quindi il vuoto e i corpi celesti dell’universo sono lo spirito e la materia dell’Essere.
Della sua materia fanno parte anche le cose, gli oggetti.
Gli alberi sono materia, la materia del vento, l’atmosfera li muove. ..." Continua a leggere
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Marzo 2017 - Romanzo di Gerardo Iacuzio "La torre ceca russa"
"In altre parole, Non si può dormire; la torre ceca, russa come una porca; in parole chiare e semplici come quelle della Bibbia, Nadia è morta, chiede vendetta. Cerco di spiegarmi. ..." Continua a leggere.
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Marzo 2017 - "Visita alla solitudine" romanzo di Gerardo Iacuzio
Copertina del romanzo: fotografia dell'artista Giusy De Giovanni

"Il giorno dell’inizio della primavera, sul pendio ovest del pizzo San Michele, a cui in cima troneggiava il suo santuario, nel campo visivo di Gianna comparve una casa in legno, che sembrava poco diversa da un pagliaio. Era protetta dalla chioma di un grosso castagno, che non dava segni di vita, per la totale assenza di vento. Aveva sentito dire che era abitata da un vecchio eremita, ed era curiosa di conoscere un uomo che aveva rinnegato l’umanità. ..." Continua a leggere

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Febbraio 2017 - "Acque morte nazionali" poema di Gerardo Iacuzio 
"10 gennaio. Ore 10,00.
A quest’ora
mi sono svegliato.
Ho fatto colazione
con una Tavor da due e mezzo.
Poi,
ho pregato,
questa volta
ascoltato soltanto
dal Signore.
Ho ricordato
i miei momenti felici.
Ho trovato subito
un caffè d’orzo.
Ho percorso
a passo di soldato
zoppicante,
il tragitto di
tre chilometri
fino all’artista Denise
senza desiderare la sigaretta. ..." Continua a leggere
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Gennaio 2017 - "Le mie vacanze" poema di Gerardo Iacuzio
"Mi riferisco
alla mia esperienza
pluridecennale
del rispetto
della regola
della chiesa Cattolica romana.
Che spasso!
Commettevo peccati
in pensieri,
parole,
opere
e omissioni,
appunto,
e me la cavavo 
con qualche preghiera." Continua a leggere

 
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Gennaio 2017 - "Sillabe multicolori" poesie di Gerardo Iacuzio
"La brezza mattutina
coccola gli steli d’erba appena nati.
Oltre la sabbia,
le basse onde
sono il respiro
del mare di primavera.
Le poche e bianche nuvole
rendono il sole giocoso
sulla tua camicetta colorata.
Saltello calpestando le tue impronte
con la certezza
che mi conducono alla pace." ... Continua a leggere le poesie

Fotografia realizzata dal Senatore Andrea De Simone. 
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Gennaio 2017 - "Il soldato analcolico" poema di Gerardo Iacuzio
"Il titolo di questo libro
era il soprannome
di Gerri di Montoro.
Di oltre mezz’età,
amava raccontare
che ai suoi tempi,
quelli del servizio militare,
quello di leva,
non era stato
una semplice SS,
ma una SSSSSS,
cioè,
sono
Soldato
Semplice
Sempre
Senza
Soldi.
Analcolico voleva dire
senza gradi,
neppure quelli
dell’alcol,
spirito,
in vernacolo montorese. ..." Continua a leggere

Fotografia realizzata da Denise Presta
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Gennaio 2017 - "A spasso con la mente" poema di Gerardo Iacuzio
"Martedì 20 dicembre.
Il Natale che cade di domenica
rende questi giorni
simili alla settimana santa.
Dopo la cena al pub,
vado all’agenzia scommesse
a prendere un ginseng
lungo come la notte d’inverno,
senza macchina
e senza donna.
Ma mi rimane Dio.
Almeno, la sua ricerca.
L’uomo non può vedere
cose che non esistono. ..." Continua a leggere
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Gennaio 2017 - Poema di Gerardo Iacuzio: "L’opera scollinata"
"L’operato dell’uomo
ha per priorità
la costruzione 
della sua casa.
Il muratore,
davanti ad un progetto,
si trova come in bicicletta
ai piedi dello Stelvio.
Deve lavorare duro,
arrampicandosi nel vuoto,
per giungere a costruire
il tetto.
Poi l’imbianchino
comincia dall’alto.
E lavora in discesa,
leggermente e piacevolmente.
Infine il falegname,
l’ultimo artigiano all’opera,
addetto all’arredo,
abbandona la comoda bottega
per lavorare
addirittura in casa. ..." Continua a leggere
 
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LE POESIE DI GERARDO IACUZIO

 
"Un cuore che sfugge alle regole
sfonda tutte le rocce
dell’amore camuffato,
soltanto desiderio di possesso.
la solitudine di un folle
trapassa le pupille 
di tutte le donne
che gli regalano lo sguardo.
In ognuna di esse
Il tuo volto.
La solitudine, l’unico riflesso
che no altera
l’immagine della forza cieca
della follia.
Ma, 
infine,
la mia anima
diventa sanguinante
di colpa,
perché il mondo di regole di cartapesta
viaggia anch’esso
verso Dio."
 
"Non importa
se esisti
o ti ho inventato.
Sei un amico.
E l’emozione
mi fa volare
oltre le nuvole
grondanti di pioggia castigatrice.
I miei molti anni
hanno scioccamente lottato
per difendere la carne
e la dignità.
Tu sei venuto
in soccorso
Anche dei miei capricci.
Lo so,
l’hai fatto per il Signore.
Per questo,
sorridi pazientemente
della mia malata ribellione
verso il senso del dovere.
Ma,
scrivendoti,
ti confesso le mie colpe."

"Al bar notturno
la malefica follia dell’alcol
mi ha rubato
l’ombrello usurato.
Una mano pietosa
soccorre la mia malattia
già clemente.
E ha smesso di piovere
Sul tragitto verso casa mia.
Il viso della mano soccorritrice
Ha pochi anni vigorosi.
Mi chiede un insegnamento.
So soltanto
che la mia diversità
mi ha fatto vivere
tutto il mio viaggio
fuori dall’assurdo della lotta.
Ed è tanto tempo
che sono giovane,
al punto da sentire la Vita
soltanto per un caffè
regalato alla mia diversità."
 
"Il mondo dei normali
produce per il diverso,
per volere del potere.
Il diverso produce squallore e arretratezza.
Ma la foga della follia
invoca giustizia divina.
E dalle nuvole
cade la grandine del sapere,
tutta nel cesto del malato.
Egli la semina
alle intemperie,
perché visto da tutti.
Gli stolti conservatori,
scalciano lo sgraziato predicatore.
Ma egli vive
in una realtà parallela
e non rimane ferito.
Infine, produce,
con il lavoro sdegnato da tutti
e con quello che consegna
il primo gradino
della scala sociale,
che esiste soltanto per i normali."

"Il verde di maggio
è innaffiato
dagli ultimi versi dell’inverno.
Il diverso
innaffia di poesia 
I bentornati colori
dell’amore e della speranza.
Chi lo esclude dal genere umano
colpisce con una bestemmia
un albero robusto
che toglie spazio al parcheggio.
Però,
alimenta l’urlo
con l’ossigeno vitale
che esso gli procura.
Il diverso se la ride,
perché la floa bestemmiata
non risente dell’offesa.
Lassù in collina,
intanto,
la scure omicida
sfolta la vita silenziosa
delle querce attempate."
Gerardo Iacuzio, 2016


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